Il regime di latta e Coca Cola

I 400 morti morti nel Darfur? “In Darfur non è morto nessuno”. I due milioni di profughi? “Non mi occupo di statistiche”. A Khartoum c’è un regime di latta, quello del generalissimo Omar al Bashir e ben gli sta se ora ha anche sette imputazioni per crimini di guerra e contro l’umanità da cui fuggire.
5 MAR 09
Ultimo aggiornamento: 21:52 | 11 AGO 20
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Ricordate l’uomo più solo di Washington, l’ambasciatore del Sudan John Ukec Lueth Ukec? Ora che il Tribunale internazionale di giustizia ha spiccato un mandato contro il generalissimo Omar al Bashir torna in mente la storica conferenza stampa che Ukec produsse davanti ai giornalisti a Washington il 31 maggio di due anni fa. Sudando copiosamente dalla testa tonda e lucida, e con in mano una bottiglietta di Coca Cola, l’ambasciatore minacciò il mondo libero: “Se imporrete sanzioni contro il mio paese, noi fermeremo le esportazioni della gomma arabica che serve per fare la vostra Coca Cola, abbiamo l’80 per cento della quota mondiale. Ma non vogliamo arrivare a tanto”. I 400 morti morti nel Darfur? “In Darfur non è morto nessuno”. I due milioni di profughi? “Non mi occupo di statistiche”.
A Khartoum c’è un regime di latta, e ben gli sta se ora ha anche sette imputazioni per crimini di guerra e contro l’umanità da cui fuggire. Resta da vedere se la Corte internazionale non abbia commesso il solito pasticcio strano, inseguendo la Giustizia senza riguardo per i tempi, i modi e la realtà. Il primo effetto del mandato d’arresto è che i ribelli, gli stessi che avevano siglato la pace a febbraio, si sono subito rimangiati l’accordo. Il secondo effetto è che Khartoum ha ordinato l’evacuazione forzata del personale di Medici senza frontiere, che in molte zone alla fame del paese è la sola organizzazione umanitaria. E Bashir appare così poco scosso da annunciare già visite all’estero.