Lasciate in pace i comunisti
Lasciate in pace i comunisti – quelli morti e quelli appena tornati in studio – ché il grottesco rischia di sommergere tanto il serio quanto il cazzeggio. Vero che il residuo del comunismo italiano ci mette di suo, così ieri i due quotidiani che ancora si definiscono tali si spaccavano sul futuro della sinistra.

E sarà per questo che ci si affida ora a un naufrago (finto), mentre la coppia Bertinotti si dice commossa e il segretario Ferrero vorrebbe candidare Vladimir (mica Lenin) in Europa (perché ultimamente ha fatto pratica internazionalista all’estero?). Mentre il Manifesto piange lacrime per il motivo opposto, e si duole dell’identità annullata della stessa Vlamidir. Sembra di stare a Topolinia.
Non ha giovato nemmeno l’accostamento mediatico alla vecchia storia, riproposta sui giornali, della presunta conversione di Gramsci in punto di morte. La cultura di Gramsci era quella di un ateo devoto, ma non lo classificheremmo nelle file dei teodem accanto alle Binetti e ai Carra. Le isole dei famosi sono tante, ma qualche personalità celebre andrebbe lasciata in custodia alla storia d’Italia.