Il decano del nuovo mondo

L’America ha un nuovo presidente, accolto dalla Russia con la minaccia di missili ai confini dell’Europa, dove la coppia franco-tedesca è in conflitto aperto sulla gestione della crisi finanziaria, mentre il G20 si prepara a riformare le strutture del capitalismo globale. Nel nuovo mondo, Silvio Berlusconi è il decano, il grande saggio.
9 NOV 08
Ultimo aggiornamento: 20:57 | 3 AGO 20
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La diplomazia italiana è tornata all’antica arte della mediazione, dietro le quinte e anche grazie alle pacche sulle spalle (e a qualche battuta da Drive in) del Cav. “Cercherò di mettere in campo tutta la mia esperienza affinché i rapporti tra gli Stati Uniti e la Russia possano svilupparsi al meglio”, ha spiegato ieri il Cav. al termine del suo incontro con il presidente russo Dmitri Medvedev. Il compito sarà facile perché il futuro collega americano è “giovane, bello e anche abbronzato”, ha scherzato il Cav. Più seriamente, “il fatto che i leader di questi due paesi sono della nuova generazione è un buon punto di partenza”. Gli Stati Uniti non possono privarsi della collaborazione della Russia sulle crisi internazionali, dall’Iran alla situazione dell’economia, e il Cav. è il candidato naturale a fare da ponte tra Mosca e Washington.
Medvedev ha ringraziato per “la posizione equilibrata assunta durante la crisi caucasica dello scorso agosto. Pensiamo che proprio tale approccio abbia aiutato a trovare una via d’uscita”, ha spiegato il presidente russo. La diplomazia italiana ora è all’opera a Bruxelles per far ripartire i negoziati sulla partnership strategica tra Unione europea e Russia, mentre il Cav. trasmetterà alla Nato la proposta russa di un nuovo accordo per la sicurezza in Europa, che permetta di superare le ripicche sullo scudo missilistico e sull’adesione di Georgia e Ucraina. L’Italia si candida a essere “il primo partner della Federazione russa” e viene ricompensata con un mare di contratti e rapporti economici “senza precedenti”.
L’elezione di Barack Obama ha provocato una rincorsa dei leader europei per congratularsi con il futuro leader americano.
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha salutato “la rottura”, mentre la cancelliera tedesca, Angela Merkel, è “ansiosa di cooperare”. Bandito dalla Casa Bianca dopo il ritiro dall’Iraq, il premier spagnolo, José Luis Zapatero, ha parlato di “trionfo portatore di speranza e fiducia”. Ma l’entusiasmo potrebbe esaurirsi non appena Obama chiederà agli europei di assumersi più responsabilità, a cominciare dall’Afghanistan. Come ha scritto l’ambasciatore a Washington, Gianni Castellaneta, “gli Stati Uniti valutano da sempre i propri partner sul metro del valore aggiunto e dell’efficacia”. Il Cav. si vede un “alleato fedele, sincero e riconoscente”, pronto a rispondere positivamente alle richieste americane. Castellaneta ha trasmesso agli uomini del Cav. una lista di interlocutori democratici e lo staff di Obama sta già studiando una piattaforma di lavoro comune in vista della presidenza italiana del G8.
Il primo incontro bilaterale potrebbe avvenire a Washington il 15 novembre a margine del Vertice del G20 che inizierà a riscrivere le regole della finanza globale. In Europa, dove “rien ne va plus” nella coppia franco-tedesca per le divergenze sulla nuova architettura economico-finanziaria, il Cav. dirà che è “il momento di cominciare a guardare alla fase 2”, spiega al Foglio una fonte diplomatica: come affrontare l’impatto sull’economia reale. Al Consiglio europeo straordinario di oggi a Bruxelles, convocato dalla presidenza francese per avere una posizione europea al G20 di Washington, si rischiava di assistere a un nuovo scontro tra Sarkozy e Merkel. La proposta di Parigi di una governance economica per la zona euro è stata bocciata da Berlino, che teme effetti devastanti per i bilanci pubblici. L’Italia si è messa nel mezzo: all’Ecofin, di martedì il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha calmato i tedeschi, sostenendoli sulla necessità di essere fiscalmente “prudenti per evitare ‘deficismi’ che alla fine costano alla povera gente”. Ma l’idea italiana di un rilancio attraverso la domanda pubblica – investimenti in infrastrutture e energia – piace alla Francia, che la metterà all’ordine del giorno del Consiglio europeo di dicembre.