L'intervento del ministro Prestigiacomo alla commissione Ambiente dell'Ue

Il pacchetto “clima – energia” rappresenta la principale sfida da affrontare nei prossimi mesi. La presidenza è da ringraziare per aver reso parte integrante del dibattito il tema del Regolamento C02 auto.
20 OTT 08
Ultimo aggiornamento: 06:05 | 18 AGO 20
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Ecco – in sintesi – i punti principali toccati dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo nel suo discorso alla commissione Ambiente dell'Unione Europea oggi a Lussemburgo.
Il pacchetto “clima – energia” rappresenta la principale sfida da affrontare nei prossimi mesi. La presidenza è da ringraziare per aver reso parte integrante del dibattito il tema del Regolamento CO2 auto.
- Sono importanti i tempi del dibattito. La necessità di intensificare il lavoro non può compromettere la qualità del risultato. Va ottimizzata l’organizzazione dei gruppi per dar tempo agli Stati Membri di ponderare accuratamente le proposte ed elaborare le posizioni negoziali.

Analisi costi/efficacia
- E’ stata decisa dal Consiglio europeo per l’approvazione del “pacchetto” a dicembre 2008. La posizione italiana richiede questi criteri:
- Dovrà considerare le decisioni su crescita e competitività delle economie degli Stati membri e la partecipazione delle economie extraeuropee allo sforzo di riduzione delle emissioni. Parliamo di Usa, Giappone, Canada, Cina, India e Brasile.
- Dovranno essere considerati sia i risultati del negoziato di Copenhagen (dicembre 2009), sia i riflessi della crisi finanziaria mondiale.
- I prossimi due mesi saranno importanti per elaborare gli scenari possibili, ma dovremo continuare il lavoro nel 2009.

Carbon leakage
E’ ormai chiaro che il problema del carbon leakage sussiste sia in caso di mancato accordo internazionale, sia in presenza di un accordo “insoddisfacente”. Vorremmo che questo concetto fosse espresso chiaramente nel testo della direttiva. Vanno inseriti inoltre specificamente nella direttiva:
- un’attenta valutazione dei rischi di carbon leakage per ciascun settore regolato dalla direttiva per modulare l’assegnazione gratuita in funzione del livello di rischio.
- I criteri di valutazione del rischio certi, in modo da non lasciare spazio a interpretazioni successive .
- Le modalità di assegnazione gratuita dei certificati di emissione pari al 100% o vicina al 100%, per quei settori altamente esposti alla concorrenza internazionale, per il periodo di esposizione al rischio.
- Le modalità di individuazione di benchmark di efficienza per procedere all’assegnazione gratuita.
- L’inclusione nel sistema delle importazioni/esportazioni: siamo disposti ad esaminare proposte sempre che non siano in contrasto con le regole del WTO
- Carbon leakage indiretto: non è accettabile un sistema di deroghe ad hoc. Le possibili soluzioni andrebbero esplorate a livello tecnico prima di potersi pronunciare al riguardo.

Earmarking
- La questione di vincolare una parte dei proventi delle aste nelle azioni di mitigazione o adattamento delle emissioni non può essere trattata soltanto dai ministri dell’Ambiente e necessita di un approfondimento con i ministri dell’Economia. Perciò serve un lavoro congiunto con il Consiglio ECOFIN per valutare i finanziamenti necessari a supporto del regime post-2012.

Modalità di finanziamento degli impianti dimostrativi di CCS
Servono strumenti di supporto per la realizzazione di questa tecnologia, Ma la “riserva nuovi entranti” non è lo strumento più idoneo. Si penalizzerebbe chi ha un obbligo di restituzione di quote di CO2.

Altri temi

- Le recenti conclusioni approvate dal Consiglio Europeo enfatizzano la necessità il “pacchetto” sia sostenibile sia per le imprese, sia per gli Stati Membri. Il governo italiano è assolutamente contrario all’introduzione di target annuali vincolanti per i settori non ETS che renderebbero più rigido il sistema.
- Alcuni Stati Membri sarebbero costretti a investire non sulle politiche più efficaci, ma su quelle che danno i maggiori effetti nel breve periodo.
- Un maggiore utilizzo dei crediti derivanti dai progetti JI/CDM, infine, è elemento di flessibilità cruciale per l’Italia. E’ insoddisfacente la proposta della Commissione. Altrettanto insoddisfacenti le proposte di compromesso presentate in sede tecnica. Sono poco chiare e di difficile attuazione. Non danno alcuna certezza in merito alla quantità di crediti che potranno essere utilizzati. Per questo l’Italia ha proposto di calcolare la quantità di crediti utilizzabili come percentuale delle emissioni del periodo 2005-2007.

Regolamento CO2 auto

- Contrarietà al metodo per stabilire il limite alle emissioni, penalizzante per chi inquina meno
- Meccanismo sanzionatorio discorsivo e non equo
Architettura finanziaria post 2012
- Impossibile separare i risultati del “pacchetto” dalle proposte di un’architettura finanziaria globle per combattere i cambiamenti climatici. E’ urgente un lavoro comune con EcoFin.
- Il Rapporto dlel’Agenzia internazionale dell’Energia al G8+5 individua tecnologie “chiave” e stima in 45mila miliardi di dollari la spesa dei prossimi 30 anni per stabilizzare le emissioni entro il 2030 ai livelli del 2000 e ottenere una riduzione del 50% entro il 2050. La dimensione degli investimenti richiede uno sforzo globale con la partecipazione di tutte le più importanti economie del pianeta. L’Europa non può assumere da sola questo impegno.
- Per parte europea, il “pacchetto” dovrebbe includere una strategia per trovare risorse da utilizzare come volano di programmi globali, da realizzare in collaborazione con i Paesi Terzi.
- Sarebbe necessaria dunque una iniziativa sistematica dell’Ue (come propose Blair senza fortuna) per sostenere accordi bilaterali con i Paesi in via di sviluppo per favorire progetti e joint ventures che favoriscano tecnologie a basso consumo di carbonio.

D’accordo sulla proposta per un consiglio informale straordinario perché abbiamo molte e delicate questioni da discutere.