Per l’Italia rischi contenuti dalla crisi. Per il ministro dell’Economia nessuna preoccupazione per lo stato dei conti pubblici
Tremonti rassicurante, guardingo, pronto a difendere le banche
Nessun allarmismo sulla crisi: il governo è pronto a tutelare le banche e i risparmiatori nella tempesta in corso sui mercati. Nessuna preoccupazione sui conti pubblici, nonostante la crescita del fabbisogno statale: la riduzione delle tasse resta un obiettivo del governo e gli impegni con l’Europa sul risanamento del bilancio verranno rispettati nonostante la congiuntura sfavorevole. Leggi La mia relazione con la banca

Nessun allarmismo sulla crisi: il governo è pronto a tutelare le banche e i risparmiatori nella tempesta in corso sui mercati. Nessuna preoccupazione sui conti pubblici, nonostante la crescita del fabbisogno statale: la riduzione delle tasse resta un obiettivo del governo e gli impegni con l’Europa sul risanamento del bilancio verranno rispettati nonostante la congiuntura sfavorevole.
E’ un Giulio Tremonti rassicurante quello che ha illustrato ieri alla Camera lo stato dei conti pubblici e dell’emergenza sui mercati finanziari. Il titolare del Tesoro ha sottolineato che “le conseguenze della crisi sul sistema bancario e assicurativo italiano rimangono contenute: la situazione di liquidità delle banche italiane è adeguata”, come hanno ribadito anche ieri da Bankitalia.
E’ un Giulio Tremonti rassicurante quello che ha illustrato ieri alla Camera lo stato dei conti pubblici e dell’emergenza sui mercati finanziari. Il titolare del Tesoro ha sottolineato che “le conseguenze della crisi sul sistema bancario e assicurativo italiano rimangono contenute: la situazione di liquidità delle banche italiane è adeguata”, come hanno ribadito anche ieri da Bankitalia.
Ciò non significa, ha aggiunto Tremonti, che il governo resti alla finestra. Infatti non ha esitato a intervenire, concertando le istituzioni che vigilano sui mercati per “proteggere il mercato italiano da attacchi di natura speculativa che trovano alimento dal perdurante clima di incertezza del sistema finanziario internazionale”. Un riferimento indiretto anche alla decisione della Consob di ridurre ulteriormente la possibilità di vendere al ribasso i titoli quotati. Ma Tremonti ha anche detto che il ministero dell’Economia, d’intesa con la Banca d’Italia, “si è impegnato ad adottare le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema bancario e per difendere i risparmiatori, secondo le indicazioni del presidente del Consiglio”. Come dire che la guardia resta alta, ma l’esecutivo è pronto anche a interventi statali straordinari. Una posizione che l’opposizione ha giudicato troppo burocratica, soprattutto perché Tremonti ha elencato tutti i prossimi appuntamenti intergovernativi sulla crisi, a partire dalla riunione di sabato prossimo convocata a Parigi.
Al Tesoro, comunque, tengono sotto osservazione in particolare l’esposizione degli enti locali sui derivati. Nelle scorse settimane sono già partiti inviti formali e informali a diversi comuni a rinviare, o a soprassedere, la chiusura di alcune operazioni sul debito. Nel caso la situazione dovesse debordare, il ministero dell’Economia e delle Finanze non esclude di poter attivare la Cassa depositi e prestiti, controllata dal Tesoro con il 70 per cento, in una sorta di rinegoziazione delle operazioni finanziarie degli enti locali. Una direzione di marcia che potrebbe andare di pari passo con la costituzione di una vera e propria banca per gli enti locali che nascerebbe da una costola della società guidata dal direttore generale Antonino Turicchi. Un progetto che incontra però le perplessità delle fondazioni bancarie, azioniste al 30 per cento della Cdp. Nel nuovo corso della Cassa rientrerebbe anche un diverso assetto di vertice, con la possibilità della nomina di Massimo Varazzani, manager banco-finanziario considerato vicino a Tremonti, alla testa della società pubblica ora presieduta da Salvatore Iozzo.
Ieri comunque il ministro dell’Economia in Parlamento ha voluto rassicurare anche sullo stato dei conti pubblici: il rispetto dei patti con l’Europa resta prioritario perché “il risanamento finanziario che ne deriverà, insieme con la riforma fiscale federale e con il miglioramento del ciclo economico, consentiranno di liberare le risorse necessarie per realizzare, entro la legislatura, una significativa riduzione dell’incidenza fiscale sui cittadini e sulle imprese italiane”.