Ecco come il Viminale arresterà il Far West dell'immigrazione
In materia di immigrazione il governo ha accelerato i tempi, senza fare pastrocchi e rispondendo all’esigenza di nuovi Centri di identificazione e permanenza con l’approvazione dei finanziamenti utili a costruirne dieci in 28 mesi. Non soltanto. Il titolare dell’Interno, Roberto Maroni, si è presentato in Consiglio dei ministri chiedendo di anticipare alcuni provvedimenti.

In materia di immigrazione il governo ha accelerato i tempi, senza fare pastrocchi e rispondendo all’esigenza di nuovi Centri di identificazione e permanenza con l’approvazione dei finanziamenti utili a costruirne dieci in 28 mesi. Non soltanto. Il titolare dell’Interno, Roberto Maroni, si è presentato in Consiglio dei ministri chiedendo di anticipare alcuni provvedimenti affidati alle corsie parlamentari lo scorso luglio, previsti originariamente nel ddl inviato a Montecitorio. E’ stato il nuovo dato del Viminale a renderne necessaria l’anticipazione per decreto: l’aumento dei clandestini che hanno raggiunto l’Italia nel 2008 è stato del 60 per cento rispetto allo scorso anno. Da gennaio a settembre sono arrivate infatti 23.600 persone. Nel 2007 la cifra era diversa: 14.200 nello stesso periodo.
I tempi di approvazione del ddl, con la discussione in Senato che stenta a essere calendarizzata, non avrebbero consentito di risolvere la questione nell’immediato. Dunque il governo ha scelto di prevedere un finanziamento triennale e approvare due decreti legislativi in materia di asilo e ricongiungimento familiare. Risultato: i lavori per i nuovi Centri potranno iniziare entro l’anno, perché la consultazione con le regioni, a cui il Viminale sta già in parte lavorando, seguirà la pubblicazione del testo nella Gazzetta ufficiale.
Da quella data sarà operativa anche la normativa più stringente per gli immigrati richiedenti asilo, che hanno inciso in modo consistente sull’aumento degli sbarchi. Nel 2007 sono state inoltrate oltre 14 mila domande e più della metà hanno trovato accoglienza. Era dunque necessario definire meglio la procedura per evitare che la richiesta di asilo si potesse trasformare in un alibi: restare un periodo in Italia per poi allontanarsi nel resto d’Europa. La legge vigente prevede che soltanto il clandestino può essere mantenuto e controllato nel Centro di permanenza per l’identificazione. Per gli immigrati richiedenti asilo – 10.348 lo hanno chiesto nel 2006 solo dopo essere sbarcati in Italia – non era stabilito alcun controllo, e i casi di abusi si sono moltiplicati nell’ultimo biennio con l’aumento delle domande.
Come spiega l’ultima edizione del Dossier statistico della Caritas, “il trattenimento e la relativa procedura per i richiedenti asilo presentavano molti aspetti problematici” che il decreto Maroni di fatto risolve. Fino all’approvazione del testo, è mancata infatti la possibilità di controllare i loro spostamenti, perché non avevano alcun obbligo di rimanere nella struttura adibita. Il testo Maroni prevede invece che in attesa di risposta il prefetto possa stabilire un luogo di residenza.
Come spiega l’ultima edizione del Dossier statistico della Caritas, “il trattenimento e la relativa procedura per i richiedenti asilo presentavano molti aspetti problematici” che il decreto Maroni di fatto risolve. Fino all’approvazione del testo, è mancata infatti la possibilità di controllare i loro spostamenti, perché non avevano alcun obbligo di rimanere nella struttura adibita. Il testo Maroni prevede invece che in attesa di risposta il prefetto possa stabilire un luogo di residenza.
Il ministero dell’Interno ha poi elaborato alcune condizioni limitative per il diritto al ricongiungimento familiare. Una questione che assilla da dieci anni i bilanci dello stato, in particolare per l’assistenza sanitaria agli anziani ricongiunti. A essi si richiede la stipula di un’assicurazione sanitaria e l’iscrizione obbligatoria al Servizio sanitario nazionale, soprattutto per gli ultrasessantenni, cercando di ridimensionare gli episodi di ricongiungimento richiesto soltanto per ottenere i sussidi dello stato. Il decreto stabilisce anche una novità fondamentale: il decorso del termine stabilito per la risposta non comporterà più la concessione automatica del ricongiungimento, il cosiddetto “silenzio assenso” con cui sono state approvate migliaia di procedure in via quasi automatica nel giro di pochi anni. Se infatti l’autorità consolare non sarà in grado di accertare l’identità di chi chiede asilo nel caso di parentela, da oggi il console o un altro responsabile potrà richiedere il test del Dna con le spese a carico del richiedente.
I due decreti legislativi presentati dal governo questa settimana – la stessa in cui Famiglia Cristiana sostiene che “l’Italia è diventato il paese dell’intolleranza” – sono stati approvati dopo il via libera della Commissione europea. Una valutazione articolata in vista della nuova legge comunitaria sollecitata dal premier Berlusconi nell’incontro con Nicolas Sarkozy. Roberto Maroni, ad agosto, ha inviato a Bruxelles un intero pacchetto, affinché la Commissione si esprimesse sulla congruità non soltanto tecnica del provvedimento. I due decreti approvati a Palazzo Chigi hanno ottenuto il parere positivo, mentre il terzo facente parte del pacchetto non è stato presentato da Maroni martedì poiché i colloqui con Bruxelles sono ancora in corso.