Shumpeter in Borsa

Wall Street sta vivendo ore drammatiche, ma non è il 1929. Infatti mentre un colosso come Lehman Brothers ha dichiarato il fallimento, generando una reazione a catena sui mercati di ampia e indeterminata portata, Bank of America ha comprato per 50 miliardi di dollari Merril Lynch in grave difficoltà.
25 SET 08
Ultimo aggiornamento: 21:51 | 11 AGO 20
Immagine di Shumpeter in Borsa
Dal Foglio del 16 settembre
Wall Street sta vivendo ore drammatiche, ma non è il 1929. Infatti mentre un colosso come Lehman Brothers ha dichiarato il fallimento, generando una reazione a catena sui mercati di ampia e indeterminata portata, Bank of America ha comprato per 50 miliardi di dollari Merril Lynch in grave difficoltà. Nel 1929 non accadeva certo niente di simile. Tutti cercavano disperatamente di vendere e non c’erano compratori interessati al rilancio di grandi complessi eccessivamente indebitati. D’altra parte la causa principale della crisi che scuote i mercati da un anno a questa parte – cioè il sistema del finanziamento dei mutui immobiliari subprime – è stata tamponata mediante l’operazione di salvataggio effettuata dal Tesoro americano per le due agenzie pubbliche Fannie Mae e Freddie Mac, che garantiscono i mutui. In questo caso, il segretario al Tesoro Henry Paulson ha deciso di intervenire (per altro rilevando a prezzo nominale le azioni dei due colossi parastatali), perché era in gioco la credibilità del governo federale: un sistema di agenzie finanziarie “pubbliche indipendenti” che emettono obbligazioni, un ibrido rooseveltiano, che non si sarebbe dovuto concepire.
I beneficiari finali del salvataggio delle due grandi agenzie finanziarie sono i proprietari indebitati di immobili con reddito modesto, perché in questo modo si è evitata la caduta verticale delle quotazioni degli immobili e sono migliorate le prospettive di coloro che fanno fatica a pagare le rate del mutuo. Nel caso di Lehman non c’erano questi argomenti. Paulson ha lasciato questa vecchia firma dell’intermediazione finanziaria alla logica schumpeteriana del mercato: la crisi rigenera il capitalismo. Le conseguenze non sono ancora note (al momento in cui questo giornale chiude il Dow Jones è sotto del due per cento). Ma quelli che evocavano lo spettro del ’29 e speravano nel salvataggio pubblico di un’istituzione finanziaria con 23 mila addetti, in deroga alla logica del mercato, in piena campagna presidenziale, si sono sbagliati. Nel sistema finanziario c’è tempesta, ma la Fed è in grado di rifinanziare le banche sane e la grande crisi per il momento non c’è ancora.