Si stava meglio quando si stava peggio? Dite la vostra su Hyde Park Corner

Dobbiamo prepararci a un mondo senza finanza? Davvero si stava meglio quando si stava peggio? Gli economisti hanno fatto il loro tempo e ora è il momento del ritorno della politica? Oppure è stata proprio la politica, influenzata negli Stati Uniti dalle lobby e dai finanziamenti delle banche ai candidati, a distorcere il mercato condannandolo alla crisi? Dite la vostra su Hyde Park Corner
23 SET 08
Ultimo aggiornamento: 21:50 | 11 AGO 20
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Dice Giulio Tremonti che l’economia ha peccato di hubris, gli economisti si sono convinti di maneggiare una scienza esatta, di poter controllare la realtà come fosse un esperimento in laboratorio. La crisi finanziaria è arrivata e ha contagiato l’economia mondiale, “la tecno-finanza” ha mostrato i suoi limiti e ora si è chiuso un ciclo, quello dello sviluppo fondato sul debito e sui consumi, sulla casa come garanzia da offrire alla banca per ottenere altri finanziamenti e aumentare il proprio stile di vita. Sta per tornare il tempo delle merci, dell’economia reale, dei governi che fissano le regole mentre i tecnici, inclusi i banchieri centrali, si limitano a rispettarle e farle rispettare. Gli ultimi anni sono stati un periodo di eccessi da cancellare, ora è il tempo dell’austerità.
Eppure, replicano molti economisti, la crisi dei subprime arriva dopo un quindicennio di straordinario benessere: neppure l’undici settembre è riuscito a fermare la crescita degli Stati Uniti, ancora oggi la locomotiva che si tira dietro l’economia mondiale e soprattutto quella europea. C’era un sogno alla base di questa crisi e di quello sviluppo, non solo l’avidità dei banchieri (che poi ha fatto degenerare tutto). Il sogno della finanza democratica, dell’innovazione finanziaria che permetteva di concedere a tutti il diritto alla casa, una gestione del rischio che consentiva alle banche di dare credito anche ai poveri, alle minoranze etniche, a tutti quelli che, senza i subprime, in questi anni avrebbero abitato in una roulotte o sotto un ponte. Un sogno che ha permesso a chi aveva una casa di usarla come garanzia per farsi dare dalla banca i soldi per mandare i figli all’università (oppure per comprarsi un Suv nuovo, dipende).
Dobbiamo prepararci a un mondo senza finanza? Davvero si stava meglio quando si stava peggio?
Gli economisti hanno fatto il loro tempo e ora è il momento del ritorno della politica?
Oppure è stata proprio la politica, influenzata negli Stati Uniti dalle lobby e dai finanziamenti delle banche ai candidati, a distorcere il mercato condannandolo alla crisi?