La zampata dell'orso
Perché Londra è tra le prime vittime della crisi di Wall Street
Una fonte del Foglio dalla City dice che in effetti “un mondo è finito”, due delle più grandi banche globali non ci sono più, “the golden days – scrive l’Economist – are over”. Come ci si sente? “Impotenti”, non si sa come possa andare a finire, “ogni previsione è inopportuna”. Martedì nei quattro bar intorno a Lehman c’erano cacciatori di teste appostati come sciacalli. Leggi Così la Fed salva Aig e blocca il panico nelle Borse

Oggi ci saranno le conferme ufficiali, ma intanto dall’unione nascerebbe un gigante da 34 miliardi di euro di capitale e il governo ha già fatto sapere che non accetterà interventi dalle autorità di antitrust: in nome della “stabilità finanziaria” Hbos non può collassare. Secondo le indiscrezioni, il premier, Gordon Brown, ha incontrato lunedì il capo di Lloyds, sir Victor Blank, dicendogli che sarebbe stato interesse del paese calmare il panico dei risparmiatori. Una mossa “inimmaginabile” in tempi normali, ha scritto l’editorialista del Times Patrick Hosking, il premier non può dire alla City cosa fare. Ma questi non sono tempi normali. Sono tempi da fine del mondo.
Una fonte del Foglio dalla City dice che in effetti “un mondo è finito”, due delle più grandi banche globali non ci sono più, “the golden days – scrive l’Economist – are over”. Come ci si sente? “Impotenti”, non si sa come possa andare a finire, “ogni previsione è inopportuna”. Martedì nei quattro bar intorno a Lehman c’erano cacciatori di teste appostati come sciacalli: cercavano di accaparrarsi le teste migliori, licenziate da un giorno all’altro, con un’email o una pacca sulla spalla ai più fortunati, il mondo anglosassone non prevede ammortizzatori sociali. Se Barclays prenderà parte di Lehman, come si dice, il 40 per cento dei licenziati potrebbe essere salvato. Gli altri? Si sposteranno (o ritorneranno, se da lì sono venuti) nei mercati emergenti. Così la City potrebbe tornare quella che era negli anni Settanta, prima della cura Thatcher, prima dell’ottimismo della deregulation, prima del glamour del centro d’eccellenza. A quando Keynes si portava molto più di Friedman.