Betori arcivescovo di Firenze, mentre Benedetto XVI sbarca nell’isola

L’arcivescovo di Cagliari racconta che a convincere il Papa a visitare la città sia stato un dialogo avuto con lui nel marzo 2007. Benedetto XVI avrebbe chiesto a monsignor Mani: “Che c’è di bello in Sardegna?”. L’arcivescovo: “La fede, Santità!”. E il Papa “Davvero? La fede?”.
9 SET 08
Ultimo aggiornamento: 11:44 | 6 AGO 20
Immagine di Betori arcivescovo di Firenze, mentre Benedetto XVI sbarca nell’isola
Dal Foglio di sabato 6 settembre
Betori a Firenze. E’ attesa per lunedì prossimo 8 settembre, festa della Natività di Maria e 712° anniversario della posa della prima pietra della Cattedrale, l’annuncio del nuovo arcivescovo di Firenze. Non ci dovrebbero essere sorprese e così il successore del cardinale Ennio Antonelli dovrebbe essere Giuseppe Betori, 61 anni, dal 2001 segretario generale della Conferenza episcopale italiana. Umbro come Antonelli, Betori è portatore di una linea ruiniana di intransigenza sui temi etici e antropologici, anche se ha una formazione più liberal in campo teologico, liturgico ed esegetico. A Firenze troverà una diocesi provata dallo scandalo di abusi sessuali che hanno coinvolto indirettamente anche l’attuale vescovo ausiliare Claudio Maniago. Scandalo che di fatto ha provocato il trasferimento nella Curia romana del cardinale Antonelli, che nel giugno scorso è stato nominato presidente del pontificio Consiglio per la famiglia. Si dice che Betori abbia già fatto conoscere l’intenzione di avere un nuovo vescovo ausiliare di sua fiducia. Betori quindi entra di diritto nell’elenco di presuli che potranno aspirare alla porpora cardinalizia nel primo concistoro utile, che, da un mero punto di vista statistico, difficilmente potrebbe essere convocato prima della fine del prossimo anno. Sarà interessante vedere intanto se Betori, una volta nominato, sarà eletto dai vescovi presidente della Conferenza episcopale toscana e potrà così continuare a sedere nel Consiglio episcopale permanente, il parlamentino dei vescovi italiani. Il suo predecessore Antonelli, che precedentemente era stato anche lui segretario generale della Cei di Ruini, dovette aspettare cinque anni, perché al suo posto, per un soffio, venne eletto l’arcivescovo anti-ruiniano Alessandro Plotti di Pisa. Ma ora Plotti è in pensione.

Attesa per il nuovo segretario Cei. Per quanto riguarda poi la nomina del successore di Betori alla Cei sembra che il suo nome non verrà rivelato lunedì. In passato i due nomi più gettonati erano quelli di Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia di linea ratzingeriana ma di carattere non forte, e Franco Giulio Brambilla, ausiliare di Milano su cui pesa però come un macigno la firma posta nel lontano 1989 nella famosa lettera con cui 63 teologi italiani criticavano il magistero. L’Italia è l’unico caso al mondo in cui il segretario generale dell’episcopato non è eletto dall’assemblea dei vescovi ma è nominato dal Papa, su proposta della presidenza e sentito il parere del Consiglio episcopale permanente (la cui prossima sessione è prevista per il 22-25 settembre).

De bello teutonico in Vaticano. Ha suscitato un certo scalpore nei Sacri Palazzi l’allontanamento da Roma di monsignor Christoph Kuhn, che da responsabile della sezione tedesca della segreteria di stato si è ritrovato semplice consigliere nella nunziatura di Vienna. Kuhn ha pagato così il suo carattere un po’ difficile ma anche l’incompatibilità ambientale con la sua (teoricamente) sottoposta Ingrid Stampa, che invece è stata sempre in ottimi rapporti con il responsabile dell’ufficio dei ghost writers pontifici, l’arcivescovo Paolo Sardi. Al posto di Kuhn è stato nominato, ma provvisoriamente, monsignor Winfried König, ma c’è chi preferirebbe scegliere al suo posto il più deciso padre Hermann Geissler che attualmente lavora nella Congregazione per la dottrina della fede ed è quindi ben conosciuto sia dal Papa che dal suo segretario particolare, monsignor Georg Gänswein.

Osservatore Romano pluralista. Adriano Prosperi ieri su Repubblica ha accusato l’Osservatore Romano di essere diventato in pratica una tribuna teocon. Prosperi è uno specialista in storia moderna ma non è un attento lettore del quotidiano ufficioso della Santa Sede. Altrimenti avrebbe notato che in passato L’Osservatore Romano, nella stessa posizione dell’articolo di Lucetta Scaraffia che ha suscitato tante polemiche, ha ospitato, ad esempio, un intervento del professor Aldo Schiavone (il 28 marzo) in cui in pratica si mette in dubbio l’esistenza di una legge naturale o del teologo Rosino Gibellini (il 13 agosto), direttore della rivista teologica progressista Concilium che difficilmente può essere considerata una pubblicazione teocon.

Bertorello nel viaggio Papale. Nella Sala Stampa vaticana è stato affisso, come al solito, l’elenco dei giornalisti che seguiranno sul volo pontificio la prossima visita pastorale di Benedetto XVI a Lourdes e Parigi. Nella lista figura anche Yvon Bertorello della poco nota testata Saje. C’è molta curiosità nel sapere se si tratti di un caso di omonimia o se invece dello stesso Yvon Bertorello coinvolto nella triste vicenda che nel 1998 vide l’uccisione in Vaticano dell’allora comandante delle guardie svizzere e di sua moglie da parte di un alabardiere che poi si suicidò.

L’arcivescovo di Cagliari racconta che a convincere il Papa a visitare la città sia stato un dialogo avuto con lui nel marzo 2007. Benedetto XVI avrebbe chiesto a monsignor Mani: “Che c’è di bello in Sardegna?”. L’arcivescovo: “La fede, Santità!”. E il Papa “Davvero? La fede?”.