Il capitano Johnny

La valanga azzurra alla conquista del Tg1. Tutti i formidabili assi del giornalismo berlusconiano sono lanciati nella gara per espugnare la poltrona di Gianni & Riotto detto Johnny.
25 AGO 08
Ultimo aggiornamento: 02:30 | 17 AGO 20
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Dal Foglio del 31 maggio 2008
La valanga azzurra alla conquista del Tg1. Tutti i formidabili assi del giornalismo berlusconiano sono lanciati nella gara per espugnare la poltrona di Gianni & Riotto detto Johnny. Da Riccardo Berti, scelto per la sua infinità popolarità, a Paolo Guzzanti, celebrato per la leggiadria della penna (mai un aggettivo fuoriposto, mai un attacco frontale); da Giovanni Masotti, indicato per la sua frequentazione cosmopolita, ad Arturo Diaconale, ricercato per la sua profondità cavouriana; da Piero Vigorelli, indicato per il suo attaccamento alle giugulari, a Giancarlo Perna infine, segnalato per la sua versatile ritrattistica, tutti i protagonisti della professionalità liberale sono chiamati all’allerta per la presa di Saxa Rubra.
Anche An, da par suo, vuole proporre un candidato e, per finirla una volta per tutte con l’egemonia culturale della sinistra, c’è un solo nome: Cristiano Malgioglio. Intanto, agguerritissime e preparatissime, ai cancelli di Saxa Rubra, si presentano le ragazze e le stagiste della Tv delle Libertà, l’emittente di Michela Vittoria Brambilla che, da par suo, non potendo dirigere la redazione fa da fornace ai futuri quadri dirigenti del tg nazionale. Paolo Bonaiuti, consigliere molto ascoltato dal Cav., sta in queste ore vagliando attentamente i curricula dei candidati. Una prima scrematura l’ha già fatta Denis Verdini che ha applicato le quote nella ripartizione offrendo una rosa di nomi tra i quali scegliere il prescelto, quello che siederà al posto di Johnny. Giancarlo Mazzucca, ex direttore del Quotidiano nazionale e Paolo Graldi, sono vicini al traguardo, bruciando altresì le aspettative di Fabrizio Del Noce le cui quotazioni sono date in ribasso.
Tutta la cultura liberale è pronta. Anche Susanna Petruni non scherza. Per non dire di Max e Tux, valida coppia già sperimentata nel dopo Tg, coordinata da Gaetano Quagliariello pronto a rimettere il suo mandato parlamentare per dare un valido sostegno all’informazione. Francesco Giorgino s’è fatto avanti mettendo sul piatto la testa di Pierferdimenticando Casini ma se le truppe dell’Udc poca guerriglia possono fare, ben più grande guerra è quella che s’apparecchia sul fronte sud. Lo stesso pullman che ha portato la scorsa settimana i ministri a Napoli, infatti, arriva oggi da Palermo a Saxa Rubra (passando per Porta Pia) per accompagnare una delegazione dal comune di Raffadali venuta in difesa del cugino americano Riotto. “Non avrai altro Tg al di fuori di Johnny”. E’ con generoso sprezzo del pericolo che dal torrione nord delle barricate si dipana questo striscione. Lo impugna Totò Cuffaro, intimo amico del direttore del Tg1, mentre dal torrione sud truppe di garibaldini in camicia bianca arrotolata sull’avambraccio, al seguito di Renato Schifani, sostengono la stessa battaglia ma in termini istituzionali: “Senza scoop e senza botto siamo al fianco del dott. Riotto”.