Visto a Pechino, Gaucho Marx Ronaldinho è pronto a spassarsela al Milan

Ieri alle Olimpiadi percepite dello spettatore medio – altrimenti detto il “paese reale”, in altre parole l’utente pagante del servizio pubblico, che è cosa diversa dal game-addict che si sollucchera pure il nuoto sincronizzato alle sei di mattina, o le semifinali di canoa sul sito di Raisport – c’erano solo tre personaggi in grado di scarabocchiare nel palinsesto un sussulto d’attesa. Uno era Igor Cassina da Seregno, Igor il Magnifico, il ginnasta bello e buono e dai muscoli scolpiti come una statua greca. Uno di quegli atleti che si materializzano nei ricordi degli italiani solo una volta ogni quattro anni, quando tutt’a un tratto vincono una medaglia d’oro (ad Atene) in una disciplina che, fuori dal sacro recinto televisivo delle Olimpiadi, nessuno si ricorda manco che esista: il volteggio alla sbarra. Uno sport che non fa guadagnare tanto, ma che costa una fatica del diavolo per tutti i santi giorni di tutti i quattro anni vissuti lontano dalla percezione olimpica dello spettatore medio. Anche se sei così bravo da aver guadagnato il copyright di un tipo di volteggio tutto tuo: il “movimento Cassina”, appunto.
"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"
