Il potere logora chi non lo usa

La raccolta di firme indetta dal Partito democratico con l’intento piuttosto enfatico di “salvare l’Italia” sembrava un semplice espediente per motivare un elettorato deluso e per accompagnare con un’iniziativa di massa l’opera impegnativa del tesseramento (a un partito nato all’insegna della lotta contro i signori delle tessere). Ma neppure questa piccola ciambella è riuscita col buco a Walter Veltroni, che ha già dovuto incassare pesanti critiche e rifiuti, a cominciare da quelle del presidente della Campania e del sindaco di Venezia. In effetti, se si guarda un po’ per il sottile, si tratta di un’operazione propagandistica priva di un contenuto politico reale.
7 AGO 08
Ultimo aggiornamento: 15:20 | 9 AGO 20
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La raccolta di firme indetta dal Partito democratico con l’intento piuttosto enfatico di “salvare l’Italia” sembrava un semplice espediente per motivare un elettorato deluso e per accompagnare con un’iniziativa di massa l’opera impegnativa del tesseramento (a un partito nato all’insegna della lotta contro i signori delle tessere). Ma neppure questa piccola ciambella è riuscita col buco a Walter Veltroni, che ha già dovuto incassare pesanti critiche e rifiuti, a cominciare da quelle del presidente della Campania e del sindaco di Venezia. In effetti, se si guarda un po’ per il sottile, si tratta di un’operazione propagandistica priva di un contenuto politico reale. Se l’Italia deve essere “salvata” dal governo di Silvio Berlusconi ne consegue naturalmente la richiesta di dimissioni dell’esecutivo in carica, che politicamente non sta né in cielo né in terra, e che peraltro non è affatto citata nel testo dell’appello che i soliti “milioni di cittadini” dovrebbero sottoscrivere. E’ per questa ragione che la vacuità dell’iniziativa l’ha trasformata in una specie di referendum interno tra chi è favorevole al segretario e chi no, mentre non impensierisce affatto il presunto destinatario, che se ne sta tranquillo a Palazzo Chigi. Veltroni, nel suo partito, ha un grande potere, che gli deriva dalle primarie e dalla assenza di espliciti competitori. Però il potere logora chi non sa usarlo, e la scelta di enfatizzare strumenti di propaganda, dalla raccolta di firme alla manifestazione di ottobre, senza dare a essi un contenuto politico riconoscibile sembra una dimostrazione di imperizia.