Il decreto può aspettare, i giudici non fanno paura. Ma il Cav. lucida il fucile

Il decreto legge sulle intercettazioni è sempre in canna, pronto a essere sparato in un secondo – accompagnato peraltro da una muta di avvocati pronti a tutelare l’onorabilità del premier) – laddove la tregua dei giornali dovesse essere rotta in malo modo. Oltretutto il cammino del ddl sulla stessa materia sarà accelerato subito dopo la pausa estiva.
6 LUG 08
Ultimo aggiornamento: 03:20 | 17 AGO 20
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Roma. Il decreto legge sulle intercettazioni è sempre in canna, pronto a essere sparato in un secondo – accompagnato peraltro da una muta di avvocati pronti a tutelare l’onorabilità del premier) – laddove la tregua dei giornali dovesse essere rotta in malo modo. Oltretutto il cammino del ddl sulla stessa materia sarà accelerato subito dopo la pausa estiva. Ma venerdì, nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri, si è compreso anche il motivo per il quale Silvio Berlusconi aveva deciso il giorno prima di rinunciare al discorso televisivo alla nazione. Giovedì sera il Cav. avrebbe dovuto parlare (nella propria emittente) come un uomo pubblico senza più mura a difenderlo dalle illazioni sulla vita privata. Ieri ha invece sentenziato come premier nella sua ambientazione naturale, lo ha fatto senza contraddittorio, aggredendo la realtà vischiosa di questa settimana da lupi. Sia la norma “sospendi-processi” sia il lodo Alfano saranno legge entro l’estate, ma il Cav. promette che si difenderà processualmente, senza avvalersi di alcun vantaggio. Nel frattempo deve essere chiaro che il governo si trova sotto un attacco dei giudici – ma “non ci impressionano” – simile a quello del 1994 e combinato con indiscrezioni mediatiche ossessive. Ma il “fango senza fondamento dei pettegolezzi non scalfisce la fiducia degli italiani nel governo e nella sua attività”. Ecco in sintesi la strategia: confermare a cielo aperto, nel momento peggiore dal giorno del voto, il rapporto bronzeo con il popolo sovrano su cui si regge l’azione di una maggioranza più brava nel fare che nel propagandare. Il motivo non è particolarmente originale, ma Berlusconi ha dalla sua l’atout di poter rivendicare una manovra sonante (grazie al taglio dell’Ici) già instradata con il Dpef e le premesse per liberare Napoli dalla spazzatura entro due settimane. Su questo il presidente del Consiglio vuole concentrare l’attenzione dei cittadini. Quanto ai media, vale il discorso rivolto ai togati: al prossimo urto non ci sarà più alcun alleato a frenare Palazzo Chigi.