L'esodo delle meduse
Lo scioglimento del polo nord è certamente il padre di tutti gli allarmi estivi. Il Corriere e Rep. lo dicono da qualche giorno e la teoria è persino corroborata da uno studio americano, come imposto dalla regola aurea del buon allarmista estivo.

Lo scioglimento del polo nord è certamente il padre di tutti gli allarmi estivi. Il Corriere e Rep. lo dicono da qualche giorno e la teoria è persino corroborata da uno studio americano, come imposto dalla regola aurea del buon allarmista estivo. Questo poi è proprio il caso: tutti sanno che in Italia del polo nord interessa solo a Licia Colò e al confronto lo scrupoloso Piero Angela passa per un alfiere del laissez-faire. Il punto, comunque, è trovare il primo ballerino, poi la coreografia di allarmi ciclici dell’estate entra in scena da sé. Secondo l’adagio della nonna, le meduse stanno nelle acque limpide e poco inquinate. Come la mettiamo che tutti gli anni viene fuori l’allarme meduse e contemporaneamente quello delle acque inquinate? Ecco la porta dell’arte: la variazione sul tema. Le meduse si sono modificate geneticamente e queste qui, quelle nuove, stanno a loro agio solo tra i polifosfati. In più, ogni estate si evolvono e diventano più urticanti, più grosse, mettono su dei tentacoli da b-movie bulgaro e tengono banco quel tanto che basta a traghettare un nuovo allarme. Di solito passano il testimone alla mucillaggine, che fa un sacco di casini all’ecosistema ma soprattutto allontana i turisti dalle spiagge. Certo, perché poi i tedeschi in Romagna e i Righeira che cantano “Ich liebe Rimini…” se li ricordano tutti. Adesso niente, al massimo qualche russo. Il resto è il carosello dei bagnini al telegiornale: “Ah, dì, qua z’è la crisi”.
Le donne milanesi che si vogliono abbronzare rischiano poi un’estate d’inferno: non solo se la dovranno vedere con le scottature tradizionali, ma uno studio pubblicato ieri dal Corriere dice che lo smog e lo stress del capoluogo lombardo peggiorano la situazione. Ricapitolando: creme ad alta protezione, evitare le ore più calde della giornata, bere molto e non illudersi che stare immersi in acqua prevenga le ustioni. Per quante estati ancora si dovrà parlare dell’effetto-specchio? Ancora: psicologia inversa per evitare l’allarme esodo e controesodo; il black out è dietro l’angolo per via dei condizionatori e ha dei pessimi effetti collaterali, tipo che ti disattiva l’allarme della casa e ti entrano i ladri mentre sei a Villasimius.
L’allarme Gazza poi è fastidiosissimo: sembra incredibile, ma ogni estate Cristiano Ronaldo è a un passo dall’Albinoleffe. Poi viene fuori che il correttore di bozze ha sbagliato, perché era intontito dal caldo (e dall’umidità, il problema è l’umidità!). La speranza è che almeno si trovi qualcosa di originale. L’allarme Red ad esempio sembra fighissimo, quasi un gioco: tutta la spiaggia si divide in correnti e i dalemiani si mettono a cospirare contro i veltroniani, anche intercettandosi a vicenda. Inoltre la fenomenologia del fascismo di ritorno potrebbe evolversi in una nuova allarmante figura: il fascista nudista che scandalizza l’arco balnear-democratico. Tutto nella speranza che duri il tempo di un’estate per non tornare più. Come è accaduto al glorioso allarme del buco dell’ozono, saldamente rinchiuso negli anni Novanta.