Trattato di Lisbona ed eventuale referendum

Credo non sia sbagliato sostenere che il Trattato di Lisbona, per la sua importanza, può essere assimilato a una revisione della Costituzione piuttosto che a un qualsiasi altro trattato internazionale.Se è così, proporre un referendum popolare, sia pure consultivo, non è cosa poi così assurda e senza fondamento giuridico: infatti, ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione, le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera, o 500.000 elettori, o cinque Consigli regionali. A questo si affiancano poi una serie di questioni di opportunità, in primis un riavvicinamento al cittadino del processo di unificazione europea.