Bush a Roma per parlare di Kabul e Teheran

Arrivato ieri pomeriggio a Ciampino, il presidente americano George W. Bush incontrerà oggi Silvio Berlusconi. I due leader discuteranno soprattutto di politica estera. Clicca qui e leggi "Per fortuna (di Bush) in America la regola dei vent’anni dura di meno" di Daniele Bellasio
11 GIU 08
Ultimo aggiornamento: 01:46 | 15 AGO 20
Immagine di Bush a Roma per parlare di Kabul e Teheran
Arrivato ieri pomeriggio a Ciampino, il presidente americano George W. Bush incontrerà oggi Silvio Berlusconi. I due leader discuteranno soprattutto di politica estera, dopo che ieri il vicesegretario alla sicurezza nazionale americano, Judy Asley, ha definito poco realistico l’ingresso dell’Italia nel 5+1 dell’Onu, il corpo negoziale nato per trattare con l’Iran sul suo programma nucleare. “I tedeschi hanno detto pubblicamente che vogliono mantenere il format del gruppo come è adesso”, ovvero senza l’Italia, ha detto Asley.
Gran parte dei dossier sono stati analizzati nei giorni scorsi dal segretario di stato Condoleezza Rice e dal ministro degli Esteri Franco Frattini. Che non a caso ieri ha aperto il suo intervento alle commissioni riunite Esteri e Difesa annunciando la volontà italiana di consolidare la presenza in Afghanistan. Su questo tema, Bush concentrerà gran parte della sua attenzione, allargando il baricentro della conversazione con il Cavaliere alle missioni di peacekeeping che vedono Italia e Stati Uniti combattere fianco a fianco. Sarà puntualizzata la richiesta di un maggiore impegno italiano nell’addestramento della polizia irachena, mentre sull’Afghanistan il premier dovrebbe comunicare a Bush l’inserimento nell’agenda del governo della rimozione di buona parte dei caveat. Prima di incontrare il Cavaliere, Bush parteciperà a una tavola rotonda con alcuni studenti dell’American Academy a Villa Aurelia, alla quale seguirà la visita al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale. L’incontro con il Cav. servirà a ribadire soprattutto il possibile coinvolgimento dell’Italia nella gestione della trattativa sul nucleare iraniano; anche a fronte delle indiscrezioni trapelate ieri da Berlino, dove il presidente americano ha incontrato Angela Merkel prima di salire sull’Air Force One e dirigersi a Roma. Lì Bush avrebbe ascoltato le riserve tedesche su un eventuale ingresso italiano nel cosiddetto 5+1 formato da Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina, Russia, Francia e Germania, incaricato di negoziare il dossier nucleare. Berlusconi – assicurano dal suo staff – ribadirà con amicizia e spirito di collaborazione la volontà italiana di far parte del gruppo di contatto con Teheran, ma pure “con una certa concretezza”. L’incontro fra i due sarà a Villa Madama. Scenario in cui il premier potrà giocare non soltanto la carta del presidente appena insediato, dunque con voce in capitolo per i prossimi cinque anni, ma farà valere anche la personale amicizia con Vladimir Putin: in un contesto internazionale in cui le relazioni tra Russia e Stati Uniti sono in raffreddamento a causa delle esternazioni del presidente Dimitri Medvedev e della mancata soluzione del progetto di scudo missilistico americano in Europa. Bush potrebbe dunque accogliere la proposta italiana di mediazione fra le due potenze. La conversazione con Berlusconi di fatto confermerà il ruolo dell’Italia nello scacchiere internazionale e ci sarà anche un accenno al Libano e al Kosovo. La tre giorni del presidente Bush in Italia si concluderà domani in Vaticano, dove è già stato ricevuto lo scorso anno. Poi volerà a Parigi. Incontrerà Papa Benedetto XVI che per l’occasione ha fatto mettere a punto un protocollo particolare. Papa Benedetto accoglierà il presidente degli Stati Uniti all’ingresso della Torre di San Giovanni, nei giardini vaticani. Per ricambiare, spiega la Sala stampa vaticana, la cordialità dell’accoglienza ricevuta dal Pontefice nel recente viaggio negli Stati Uniti. In agenda c’è anche un’analisi sullo stato della democrazia americana, dove la religione ha pieno diritto di parola, rivela al Foglio una fonte addentro alla diplomazia vaticana. Per Bush sarà l’occasione per un nuovo dialogo con il Papa, soprattutto sull’eredità che lascerà al partito repubblicano, tradizionalmente contrario all’aborto e con posizioni sui temi etici complessivamente vicine alla Santa Sede.