Tremonti d'estate

Il Giulio Tremonti pop di questi tempi anche ieri non ha perso l’attimo del colpo ben sferrato, per di più giocando in trasferta e ovviamente con la solita buona battuta di sintesi. Lanciata la Robin Hood Tax, perché anche i ricchi petrolieri se non proprio piangano, almeno ridano un po’ meno Tremonti ha tirato fuori il coniglio dal cilindro: basta con le finanziarie omnibus, “un film dell’orrore che non voglio più proiettare”.
4 GIU 08
Ultimo aggiornamento: 22:13 | 4 AGO 20
Immagine di Tremonti d'estate
Il Giulio Tremonti pop di questi tempi anche ieri non ha perso l’attimo del colpo ben sferrato, per di più giocando in trasferta e ovviamente con la solita buona battuta di sintesi. Lanciata la Robin Hood Tax, perché anche i ricchi petrolieri se non proprio piangano, almeno ridano un po’ meno (e così il consenso dell’opinione pubblica è assicurato), ottenuto il via libero europeo ai piani di rientro stabile nei parametri di bilancio (e così Bruxelles non sarà troppo d’intralcio) e strappata perfino una non opposizione dell’Ue all’idea della tassa sui profitti delle compagnie petrolifere, Tremonti ha tirato fuori il coniglio dal cilindro: basta con le finanziarie omnibus, “un film dell’orrore che non voglio più proiettare”. Non siamo ancora alla valigetta che il cancelliere dello Scacchiere presenta, prendere o lasciare, al Parlamento inglese, ma Tremonti intende affiancare al Dpef preestivo un decreto che “avrà la parte triennale di stabilizzazione finanziaria e un piano di rilancio dell’economia” e che contenga le riforme pensate e le coperture trovate, che saranno poi contabilizzate nel successivo documento di bilancio da approvare, a questo punto senza eccessi di mercanteggiamento, caos e tempi lunghi, nella tradizionale, ma stavolta più breve, sessione di bilancio assieme a “un collegato sul federalismo fiscale”. E’ un’ottima idea. I vantaggi? Maggiore visibilità dei provvedimenti, tempi più stretti, maggiore coerenza interna e più efficace combinazione tra loro delle misure, più evidente capacità propositiva del governo, previo dialogo costruttivo con il governo ombra. Interrogato dal Foglio alcuni giorni fa, infatti, lo stesso coordinatore del governo ombra del Pd, Enrico Morando, aveva rivendicato una sorta di copyright sull’ipotesi di riformare il bilancio, aprendo in sostanza al progetto tremontiano: “Se ci saranno riduzioni della spesa, noi siamo pronti ad apprezzarlo”. Già l’allora ministro Bersani, nel 2006, aveva varato le prime liberalizzazioni all’inizio dell’estate, nei pressi del Dpef. Il superamento delle antiquate e prolisse procedure di approvazione delle misure economiche è un’idea che Tremonti coltiva almeno dal 2002. Ieri è arrivata la promessa chiara e netta. C’è da sperare che il ministro mantenga la promessa e che l’opposizione sia anche in questo pronta a contribuire alla soluzione del problema. In questi tempi di cose pazze, cose normali, se po’ fa’.