Anticipazione del Foglio dell'8 maggio
Apocalypse Giulio
Nel primo giorno del Cav. III, il terzo Giulio Tremonti nasce ieri pomeriggio alle quindici e trenta nella sala registrazioni della Rai. Con un faccia a faccia con Giovanni Minoli e con due frasi non certo casuali che il nuovo ministro dell’Economia ha dedicato a Massimo D’Alema. Ieri Nicola Latorre, giocando sul filo del paradosso, aveva detto che Tremonti è “una costola della sinistra”. Oggi, con una certa naturalezza, il ministro tra Walter Veltroni e l’ex presidente dei Ds dice di trovarsi più in sintonia proprio con Massimo D’Alema; e premettendo che di “politici del genere non se ne trovano tanti in giro”, dice anche con D’Alema “si discute bene”.

Roma. Nel primo giorno del Cav. III, il terzo Giulio Tremonti nasce ieri pomeriggio alle quindici e trenta nella sala registrazioni della Rai. Con un faccia a faccia con Giovanni Minoli e con due frasi non certo casuali che il nuovo ministro dell’Economia ha dedicato a Massimo D’Alema. Ieri Nicola Latorre, giocando sul filo del paradosso, aveva detto che Tremonti è “una costola della sinistra”. Oggi, con una certa naturalezza, il ministro tra Walter Veltroni e l’ex presidente dei Ds dice di trovarsi più in sintonia proprio con Massimo D’Alema; e premettendo che di “politici del genere non se ne trovano tanti in giro”, dice anche con D’Alema “si discute bene”. Giulio Tremonti elogia Guido Rossi ed è conciliante con l’opposizione, parla di Emma Bonino, di Vasco Errani e Leonardo Domenici, fissa la sua agenda di dialogo con il Pd e ora che approda a via XX Settembre per la terza volta chiede di essere chiamato “ministro politico e non tecnico”. Solo che già dalla prossima settimana Tremonti potrebbe trasformarsi nella cerniera diplomatica alternativa a quella del CaW. Ecco perché. (continua sul Foglio quotidiano)
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Roma. Il peggio è passato, anche per l’economia italiana? Messa così sembra una provocazione, soprattutto visto che anche il non catastrofista Wall Street Journal è molto cauto. Con il petrolio a 150 dollari il barile, l’euro a 1,5 dollari, gli Stati Uniti in stagnazione (crescita 0,6 per cento nel primo trimestre), le banche in sofferenza, il mercato immobiliare in rotta. Eppure, il club degli anticatastrofisti si arricchisce di nuove firme prestigiose. Pietro Modiano, direttore generale di Intesa Sanpaolo, sostiene persino che l’industria italiana ha completato una lunga e dolorosa ristrutturazione, cambiando non solo i processi produttivi ma anche i prodotti. Altro che declino. Lo scorso anno siamo stati il secondo esportatore manifatturiero dopo la Germania e “abbiamo superato indenni la fase di attacco da parte dei paesi emergenti”. Anche se il 2007 ha lasciato una pesante eredità, con il pil in discesa negli ultimi due trimestri, Giulio Tremonti può ripartire da una base produttiva consolidata e da conti pubblici che non sono più sottoposti alla procedura di infrazione da parte della Commissione europea. (continua sul Foglio quotidiano)