una fogliata di libri
Dentro la testa di Trump
La recensione del libro di Mattia Ferraresi edito da Mondadori, 240 pp., 19 euro
di
13 MAY 26

Dean Caivano, in un suo recente saggio, ha coniato per Donald Trump l’appellativo di NecroPresidente: una figura che utilizza il lessico della morte e della sopravvivenza a ogni costo, facendo tracimare il potere esecutivo personificato dalla sua figura oltre qualunque limite istituzionale. Si tratta di un progetto consapevole o della bizzarria di un personaggio da sempre situato al di là della piena comprensibilità? Mattia Ferraresi, con il suo "Dentro la testa di Trump", ci fa immergere in quel vasto caos di think-tank, pensatori, libri, riferimenti intellettuali che si sono volenterosamente coagulati attorno la figura di Trump. “Storia delle idee che non sa di avere”, opportuno ed essenziale sottotitolo. Perché non si tratta di intellettuali di corte che consapevolmente soffiano nelle orecchie del presidente la loro dottrina, ma di un rumore di fondo, sovente dissonante e contraddittorio, il cui unico filo comune è il terrore per il cupio dissolvi d’America e dell’occidente. Timore per la decadenza e la morte dei valori, della coesione sociale, dello spirito nazionale. Come già Laura K. Field con il suo Furious Minds, Ferraresi passa in rassegna i grumi concettuali che pur originando da coordinate diverse sembrano congiungersi nella radicale critica al patto liberale e al sistema democratico-rappresentativo, le cui istituzioni si dibattono in oggettiva crisi da decenni. Ecco così i post-liberali, alla Patrick J. Deneen e alla Adrian Vermeule, critici della modernità illuministica, delle incrostazioni woke nelle strutture pubbliche, cantori delle “piccole patrie del porticato”, Deneen, e del “costituzionalismo del bene comune”, Vermeule, laddove “bene comune” va inteso nella dimensione teologica. Tanto convincenti nella pars destruens, quanto fumosi e umbratili quando si tratta di proporre valide alternative. Ci sono poi i paleoconservatori, alla Paul Gottfried e alla Pat Buchanan, tornati a essere idoli dell’ala più radicale del movimento Maga conosciuta sotto il nome di piattaforma ‘America First. E c’è poi quel variegato mondo oscuro, anti liberale, quello dei neocameralisti alla Curtis Yarvin e della Online Right, alla Bronze Age Pervert, che con le altre correnti interne al Maga dialoga, come avvenuto con Michael Anton e con la casa editrice Passage Publishing, la quale pubblica tanto Yarvin, quanto l’accelerazionista/illuminista oscuro Nick Land e Gottfried. Ci sono poi Thiel e la tecnodestra, iper liberali per i quali la libertà, la tecnologia e l’occidente devono prevalere su tutto. Un viaggio nel cuore di tenebra di chi, direttamente o indirettamente, ambisce a costituire infrastruttura culturale del governo.
Mattia Ferraresi
Dentro la testa di Trump
Mondadori, 240 pp., 19 euro
Dentro la testa di Trump
Mondadori, 240 pp., 19 euro