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Che cos’è la scienza?
La recensione del libro di Vincenzo Crupi edito da il Mulino, 158 pp., 15 euro
di
6 MAY 26

Questo volume affronta alcune tappe fondamentali della comprensione filosofica della scienza a partire dall’epoca classica fino alle principali proposte teoriche contemporanee e ad alcune sfide emergenti”: sono le parole con le quali Vincenzo Crupi, docente di Filosofia della scienza all’Università di Torino, presenta il significato e lo scopo del suo recente lavoro dedicato a rispondere a una domanda apparentemente facile, ma in realtà tanto complessa da non avere ancora trovato, dopo secoli di ricerche e approfondimenti, una risposta univoca. E proprio le tappe fondamentali di questo lungo cammino costituiscono l’oggetto dell’attenzione dell’autore che, partendo dall’antica sapienza greca, giunge sino all’epoca contemporanea attraverso fasi ed eventi di grande importanza. Va tenuto presente che la prospettiva scelta da Crupi per elaborare le sue riflessioni è quella della filosofia della scienza, cosa che ha complicato ulteriormente il suo compito, dal momento che, come egli stesso ricorda, “nella cultura contemporanea i rapporti fra filosofia e scienza non sono esattamente pacifici”. Di qui, però, prende origine anche un progetto molto positivo, ovvero “ragionare sul concetto stesso di scienza, sulla sua interpretazione filosofica e sulla sua articolata evoluzione storica può aiutare… a superare alcuni reciproci fraintendimenti”. Nel primo dei tre capitoli che compongono il libro, Crupi si sofferma, tra l’altro, a descrivere gli albori del sapere scientifico, “la scienza prima della scienza”: è in questo contesto che emerge in tutta la sua importanza il concetto di epistème, che identifica la conoscenza vera e universale, contrapposta all’opinione, caratterizzata, invece, da mutevolezza e contingenza. Nel secondo capitolo, intitolato “La fioritura” Crupi, proseguendo nella sua agile e chiara ricostruzione dell’evolversi della conoscenza scientifica, presenta al lettore l’opera di Niccolò Copernico, De revolutionibus orbium coelestium, pubblicata nel 1543, vero e proprio spartiacque nella storia della scienza. Nel terzo capitolo l’autore guarda all’oggi e indica le prospettive che si sono aperte dinanzi agli studiosi del nostro tempo. In questo contesto, vengono proposte all’attenzione del lettore le figure di Karl Popper (1902-1994) e Thomas Kuhn (1922-1996), “i due filosofi della scienza più famosi del Novecento”, ultimi eredi dell’antica epistème, il cui volto è ormai cambiato, senza che, tuttavia, sia venuta meno la domanda: “Che cos’è la scienza?”.
Vincenzo Crupi
Che cos’è la scienza?
il Mulino, 158 pp., 15 euro
Che cos’è la scienza?
il Mulino, 158 pp., 15 euro