una fogliata di libri
Storia del vuoto
La recensione del libro di Gérard Thomas edito da Edizioni Clichy (110 pp., 15 euro)
di
31 JAN 24
Ultimo aggiornamento: 02:11 AM

In un mondo dove si cerca sempre di colmare ogni “mancanza di” – persone, tempo, spazio, prospettive –, tessere un elogio del vuoto è una rivoluzione premurosa. Un appello sincero e intimo a ricordare una semplice – e mai scontata – verità che si cerca di rifuggire: “Il vuoto è parte di noi, come di tutto ciò che esiste”. Gérard Thomas torna a parlare ai lettori con il suo inconfondibile garbo letterario e profonda intelligenza emotiva nel suo ultimo libro Storia del vuoto, dopo aver trovato il coraggio e le parole per raccontare altri capitoli dell’essere umano: Storia della felicità e Storia dell’amore. Fa un passo avanti e sceglie un tema complesso, quotidiano, perché tutta la nostra storia, dall’astronomia, alla fisica, fino alla fisiologia umana, è un movimento dal pieno al vuoto, e viceversa. Sono innumerevoli e imprevedibili le assenze che si manifestano nella vita, nel mondo e nell’intero universo: Thomas ci mette difronte all’evidenza che tutto è mutevole, ha un inizio e una fine ed è inevitabile sentire in ogni pagina un senso di vertigine esistenziale. Quando una persona che amiamo se ne va, lascia dietro di sé un vuoto che è ingiustizia, silenzio, impotenza, solitudine. Si smarriscono le sue tracce, la voce, lo sguardo, i gesti, e rimangono solo i ricordi. Lo stesso accade anche quando ci allontaniamo da un luogo: quella voragine troverà il modo di attraversarci, per quanto si cerchi di respingerla. Ecco che si deve trovare una soluzione, una misura e un senso e il libro ne è una ricerca costante: il Big Bang, Stanley Kubrick, Dio – e la sua idea –, Orfeo ed Euridice, l’epopea di Gilgamesh, il “Carpe Diem” di Orazio, Lacan e Freud, Omero, sono chiavi di lettura preziose per leggere il mondo e per leggerci meglio, dentro e fuori. Un libro che cambia lo sguardo, offrendo spunti dalla letteratura alla filosofia, dalla sociologia all’antropologia, e ancora dalla teologia alla storia, passando per il mito. Ma alla fine, la realtà è più semplice e bruciante: “Abbiamo davanti e intorno e dentro di noi un vuoto che non possiamo spiegare e di cui ignoriamo non solo i confini, ma perfino l’intima essenza”. Non c’è rimedio e non c’è spiegazione. Succede. Fa parte dell'esistenza, senza eccezioni, né consensi. Il vuoto è un abisso dove l’uomo ha il terrore di cadere e cerca di evitarlo a ogni costo. Thomas ci invita a guardarlo in faccia, nominarlo, ma soprattutto: abitarlo. E’ l’unica soluzione. Ecco la misura, ecco il senso.
Gérard Thomas
Storia del vuoto
Edizioni Clichy, 110 pp., 15 euro
Storia del vuoto
Edizioni Clichy, 110 pp., 15 euro