Mrs March. La moglie dello scrittore

Gaia Montanaro

La recensione del libro di Virginia Feito, Harper Collins, 335 pp., 19 euro

 

Un matrimonio sano si costruisce dall’esterno verso l’interno, e non viceversa”. Fin da quando era piccola, questo era stato insegnato a Mrs March da sua madre. Ciò che sta all’esterno, le apparenze, rappresenta il punto di origine e dà sostanza a ciò che non si vede. Per questo lei, donna elegante dai guanti verdi di velluto che sfoggia nell’Upper East Side e dalla vita apparentemente perfetta, fatta di party, catering e caviale, è chiamata solo Mrs March, la moglie dello scrittore. Il suo nome non si conosce. Il marito George è un autore bestseller, stimato nella comunità letteraria newyorchese e osannato per il suo recente romanzo. Romanzo che rappresenta l’innesco dello sgretolarsi del mondo della donna. Mrs March scopre, quasi fortuitamente, che la protagonista del libro – Johanna – una prostituta ostracizzata persino dai suoi clienti, pare essere stata modellata sulla sua identità. Molte caratteristiche legano le due donne e, di conseguenza, invalidano l’elemento più importante per la vita di Mrs March: la sua percezione pubblica e sociale, come la vedono gli altri. “La cosa davvero vergognosa era che non aveva letto il libro. Non propriamente. Ne aveva a malapena spulciato una bozza l’anno precedente. L’epoca in cui leggeva i primi manoscritti di George, seduta a piedi nudi su una poltrona di vimini a succhiare spicchi d’arancia nel vecchio appartamento di lui, era un lontano ricordo, irriconoscibile nel suo presente grigio e contaminato”. Da qui la donna cade in una spirale psicologica fatta di paranoia, diffidenza e odio crescente verso quel marito che, in modo così subdolo e sottile, aveva minato tutto il suo mondo. Mrs March perde il controllo, non riesce più a dominare le apparenze e a poco a poco anche la sua essenza si sgretola. Perché sulle apparenze aveva costruito le sue fondamenta. Ha la sensazione costante di svanire, non capisce cosa è reale e cosa no, vede impresentabili scarafaggi transitare sul pavimento del suo splendido bagno curato in ogni dettaglio. Il mondo esterno la bracca e lei non pare avere scampo. Un mondo piccolo, desiderabile nel suo involucro, elegante ma claustrofobico. Senza pertugi che spariglino, senza un’umanità altra che possa offrire uno sguardo laterale, diverso.

   
 Virginia Feito costruisce un thriller psicologico d’esordio sofisticato e curato in ogni dettaglio. Racconta di una donna che si perde in un mondo che non riconosce più, dove sono crollate tutte le certezze perché esse poggiavano su una premessa vana e mutevole. “Niente è più spaventoso del giudizio degli altri”. 

 

 

Mrs March. La moglie dello scrittore
Virginia Feito
Harper Collins, 335 pp., 19 euro

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