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Una fogliata di libri

No Boys Play Here

Federica Bassignana

La recensione del libro di Sally Bayley, Edizioni Clichy, 240 pp., 17 euro

"Considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno recita la sua parte”, scrive Shakespeare ne Il mercante di Venezia. Un gioco di ruoli, caratteri e destini che è diventato letteratura. Sally Bayley ha saputo accogliere ogni riga e ogni pagina di questa eredità e assorbirle, nel profondo, prima che fosse troppo tardi. No Boys Play Here è la storia della sua rivolta, una rivolta che si è declinata nello spazio salvifico della sua ostinazione a esistere e resistere, nonostante una famiglia che, come tutte, è infelice – o meglio, disfunzionale – a modo suo.

 

Il memoir racconta l’adolescenza dell’autrice che tra porte sbarrate, fughe e assistenti sociali, cresce leggendo Shakespeare e trasferisce nella sua quotidianità – non solo per evadere, ma anche e soprattutto per decifrarla – i personaggi di Enrico IV, Sogno di una notte di mezza estate e Il mercante di Venezia. Il libro, rimodulando e trasformando il dramma con una delicata e tagliente ironia, fa inevitabilmente sorridere: una viva e luminosa testimonianza del potere creativo e di riscatto che l’immaginazione e la fantasia esercitano sulla realtà. Bayley si imbatte in Shakespeare a 13 anni e scopre che attraverso quei racconti anche la sua storia poteva essere qualunque cosa lei volesse: prende per mano re, fate, buffoni, eroine, cavalieri, da Re Teseo a Jessica e Lorenzo, da Titania e Oberon a Falstaff, che diventano suoi fedeli compagni di viaggio per orientarsi nel mondo e colmare le voragini generate dall’assenza degli uomini della sua vita.

 

“Ho intenzione di raccontarvi una storia e la storia parlerà principalmente di uomini”, scrive l’autrice nell’incipit, ma subito avverte: sarà una storia difficile da raccontare perché questi uomini compaiono di rado, con incedere ostile e passi che generano battaglie, oppure si palesano a intermittenza. Quando lei chiude gli occhi e lascia che le immagini le arrivino, riesce a ritrovare solo le donne della sua famiglia: sua madre, sua nonna, le sue zie. Ma quando cerca gli uomini, non ci sono mai. Perché vengono cacciati e poi ritornano, dormono sui pavimenti, non lavorano, bevono whiskey e birra e si azzuffano. Una narrazione brillante e originale, nell’inconfondibile stile di Bayley, che dimostra come alla fine la via di fuga sia l’autrice stessa, che riesce a salvarsi da sola con la sua rinnovata capacità di riconoscere nella letteratura quello che “in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. 

 

No Boys Play Here
Sally Bayley 
Edizioni Clichy, 240 pp., 17 euro

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