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Leggere la terra e il cielo. Letteratura scientifica per non scienziati

La recensione del libro di Francesco Guglieri, Laterza, 172 pp., 17 euro

8 Aprile 2020 alle 10:30

Leggere la terra e il cielo. Letteratura scientifica per non scienziati

“Leggere libri di scienza è uno straordinario antidoto non solo alla malinconia, ma anche alla dispersione dell’attenzione. I libri di scienza richiedono tempo, concentrazione”. Ecco, se ci fossero delle avvertenze riservate all’uso esclusivo dei libri, dovremmo partire proprio da queste parole scritte da Francesco Guglieri per introdurre il suo ultimo saggio, Leggere la terra e il cielo. Letteratura scientifica per non scienziati.

  

Editor e studioso di Letteratura inglese e comparata, Guglieri è fra gli autori di The Game Unplugged (Einaudi) e qui si smarca per comporre un excursus di diciannove scritti racchiusi in sei sezioni – ogni capitolo è dedicato a un libro – spaziando da Amitav Gosh a David Quammen (sì, l’autore di Spillover, oggi in testa alle classifiche), dalle parole di Desmond Norris sulla scimmia nuda alla Plant revolution di Stefano Mancuso; e ancora, Guglieri affronta il concetto di tempo con Carlo Rovelli e James Gleick, i buchi neri riletti da Hawking e Susskind, fino alla quarta dimensione, (ri)leggendo Rudy Rucker.

  

Ciascun testo – lungo circa cinque, dieci pagine – si muove in ambito scientifico e ci permette di far viaggiare il cervello, spalancando porte, rispolverando alcune di quelle materie che magari ci avevano tolto il sonno ai tempi del liceo. Ma non è tutto: quando affronta i brani di Harari o di Oliver Sacks (una delle sue celebri perle è L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello), Guglieri si muove con destrezza, alimentando la nostra immaginazione, al punto che leggerlo – soprattutto al giorno d’oggi, nel bel mezzo del lockdown mondiale – è come riprendere Salgari o Jules Verne, viaggiando sulla pagina, in un felice incontro fra narrazione e scienza. Leggere la terra e il cielo è una biblioteca scientifica minima approcciata con lo sguardo dell’umanista, talvolta timido e talvolta ingenuo ma sempre bisognoso di capire, muovendoci dal Big Bang alla sesta estinzione di massa che stiamo vivendo, combattendo anche contro le fake news e la disinformazione veicolata quotidianamente dai social network.

   

Oggi sappiamo che il 95 per cento dell’universo ci è del tutto sconosciuto, e davanti a questa notizia Guglieri ci suggerisce di reagire seguendo le parole di Kant relative alla categoria del sublime: quel miscuglio di terrore e osservazione estatica delle forze che ci soverchiano e schiacciano, le stesse che sfioriamo appena osservando di notte quel celebre cielo stellato che richiama (anche) la legge morale. Questo libro a ben vedere non è solo un saggio ammaliante e divertente da leggere. E’ qualcosa di più. Guglieri ci spinge a riflettere. Questa realtà che abbiamo sotto gli occhi, è una per tutti, complessa e talvolta (spesso?) indecifrabile proprio perché ci siamo disabituati all’elaborazione della complessità. Ecco, in un mondo in cui quasi ogni cosa è un punta-e-clicca, una rilettura di articoli scientifici, spalla a spalla con i grandi pensatori contemporanei, può essere davvero una medicina miracolosa.

   

LEGGERE LA TERRA E IL CIELO

Francesco Guglieri

Laterza, 172 pp., 17 euro

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