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Platone

Adriana Cavarero
Raffaello Cortina, 200 pp., 19 euro

24 Ottobre 2018 alle 12:37

Platone

Corpo a corpo”: viene usata proprio questa colorita espressione nella quarta di copertina del recente volume che, a cura di Olivia Guaraldo, raccoglie vari scritti dedicati a Platone da Adriana Cavarero, l’illustre filosofa piemontese a lungo docente presso l’Università di Verona. Si tratta di un’espressione apparentemente poco adatta a descrivere il rapporto tra uno studioso e l’oggetto delle sue ricerche: ma, conoscendo da una parte il pensiero platonico e dall’altra la tenacia e l’acutezza con cui la professoressa lo ha indagato per tutta la vita, tale espressione risulta perfettamente calzante. Oltre quarant’anni fa, Cavarero pubblicò Dialettica e politica in Platone, il suo primo lavoro sul grande filosofo ateniese: fu l’inizio di quella che Guaraldo definisce una vera e propria ossessione; e sebbene la nostra autrice non darà mai più alle stampe un libro dedicato interamente a Platone, numerosi saranno i saggi che ella scriverà sul fondatore dell’Accademia, alcuni dei quali sono ora confluiti in questo interessante volume. La caratteristica maggiormente significativa del più che quarantennale dialogo intessuto da Cavarero con l’autore dei celeberrimi Dialoghi è costituita dal fatto che in esso si intrecciano e si alimentano a vicenda lo studio del pensiero antico, condotto ai più alti livelli, il vivo interesse per la riflessione politica, che accomuna il maestro di Atene e la filosofa di Bra, e la teoria femminista, di cui Adriana Cavarero è una della maggiori esponenti e che l’ha condotta a instaurare con Platone un confronto assai serrato e spesso molto critico. Certo, anche sul terreno politico, il “corpo a corpo” è risultato a volte particolarmente duro. Tutto ciò, comunque, non ha incrinato l’ammirata attrazione cavareriana per il platonismo, creando piuttosto, all’interno del suo percorso speculativo, uno “scompiglio felice e produttivo”, sulla scia di un’altra importantissima lettura critica di Platone, condotta sul filo della massima libertà interpretativa, quale è stata quella di Hannah Arendt. Non casualmente, il saggio con cui si apre il libro è dedicato a Platone e la democrazia, e quello finale, posteriore di circa quarant’anni rispetto al primo, contiene un’acuta interpretazione della descrizione platonica della degenerazione a cui va facilmente incontro la democrazia trasformandosi in demagogia. Non v’è dubbio, come fa notare la curatrice del volume, che questi argomenti rivelino la precisa volontà di Adriana Cavarero di mettere in relazione il pensiero classico con l’attualità: per lei “Platone non è mai un venerabile monumento del passato o un reperto archeologico senza vita, bensì un grande laboratorio del pensiero e dell’immaginario utile per interrogare, mediante confronti lessicali e concettuali, i problemi più urgenti del nostro presente. Ritornare sempre a Platone significa, per Cavarero, trovare uno sfondo adatto per assestare le categorie filosofiche con le quali si misura precisamente questa interrogazione”.

 

PLATONE
Adriana Cavarero
Raffaello Cortina, 200 pp., 19 euro

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