cerca

recensioni foglianti

Magdeburg-L'eretico

Alan Altieri
Tea, 398 pp., 13 euro

11 Luglio 2018 alle 10:22

Magdeburg-L'eretico

Ci sono anniversari inquietanti, su cui tuttavia la nostra attenzione farebbe bene a soffermarsi, perché spesso il nostro suolo custodisce gli stessi semi che diedero alberi e frutti tanto terribili. Proprio in questo nostro 2018 ricorrono i 400 anni del conflitto politico-religioso che dilaniò l’Europa moderna e fece un numero di morti così spaventoso che taluni studiosi avanzano cifre in gara sinistra con quelle dei due conflitti mondiali. E’ a questo incubo collettivo, che parve incarnare effettivamente i quadri sanguinari dell’Apocalisse allora tanto evocata, che Sergio “Alan” Altieri, romanziere, sceneggiatore e traduttore, dedicò un grande ciclo epico che Tea meritoriamente ripubblica a un anno dalla scomparsa dell’autore. Al pari dei suoi romanzi sugli sniper britannici e squadroni mercenari o i thriller sulle megalopoli distopiche del futuro, nella Guerra dei trent’anni riaffiora e dilaga il vero fiume carsico della natura umana di ieri, oggi e sempre: “Troppi eserciti diversi, troppi condottieri diversi. Un unico desiderio: macellarsi gli uni con gli altri. E macellare il resto, tutto il resto. Strutture, raccolti, animali, uomini”.
Nella Germania del 1630 incontriamo algidi aristocratici cattolici, monache intelligenti e audaci che cercano di strappare un briciolo di civiltà alle ceneri, cardinali e mercenari, e un misterioso guerriero in nero che ha appreso l’arte della spada in una remota “Terra delle Lacrime”. Un crescendo di violenza, tradimenti e follia personale e collettiva che si concentra, come ferro su un magnete, su Magdeburg.
Un romanzo gloriosamente, furiosamente esagerato, un allucinato turbine barocco, dove i quadri di Dürer e Bosch prendono vita, tra nubi antracite, nugoli di corvi che sembrano parlare, e battute memorabili, che riecheggiano l’icastica forza di un noir alla Chandler, e in cui si coglie tutto il mestiere dello sceneggiatore: “In realtà, il suo non era un sorriso. Era la minaccia di un sorriso”. L’Altieri traduttore di G. R. R. Martin fa comparire persino uno “Stark”, così come il disgustoso “Inquisitore dei Topi” è un omaggio al Lovecraft a sua volta amato e tradotto.
Nei suoi romanzi d’azione contemporanea le parole erano precise e luccicanti come un fucile di grosso calibro. La precisione tecnica voleva essere dura e spigolosa come i paesaggi e i personaggi. Qui Altieri soppesa parole crudeli come si farebbe con una spada in mano. Immagini che escono fumanti dalla fucina, che hanno peso e sanno tagliare, mordere e squarciare. Si dice spesso che i precursori in ogni campo della conoscenza e dell’arte umana si sono fatti largo nella giungla, aprendo nuove piste a colpi di machete. Quando ancora la narrativa di genere e le contaminazioni venivano guardate con condiscendenza, Altieri nella cultura italiana si è inoltrato dove nessuno credeva di potersi spingere, e per generazioni di lettori e nuovi scrittori ha aperto a sua volta strade nuove nei boschi oscuri. Solo che l’ha fatto con una gigantesca ascia bipenne.

 

MAGDEBURG-L'ERETICO
Alan Altieri
Tea, 398 pp., 13 euro

Edoardo Rialti

Edoardo Rialti ha 30 anni e continuerà ad averli, perché ha un ritratto che invecchia in soffitta al posto. Insegna in Italia e Canada. Cura e traduce letteratura inglese, fantasy e fantascienza per Mondadori, Lindau, Marietti e Gargoyle. Per Cantagalli ha pubblicato "L'uomo che ride", "Un'infinita sorpresa", "La lunga sconfitta, la grande vittoria", biografie letterarie di G. K. Chesterton, C. S. Lewis, J. R. R. Tolkien che raccolgono le puntate uscite tra il 2010 e il 2013 sul Foglio. Vive in treno. Godersi sia Proust che Stephen King, Platone e George R. R. Martin, lo sport, le serie tv e il vino costituisce per lui segno di grande equilibrio mentale. Vuole scrivere un best-seller e passare la vita a twittare su una spiaggia candida. E' su twitter, appunto.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi