recensioni foglianti

Amico della verità

Jean-Pierre Torrell
Edizioni Studio Domenicano, 624 pp., 45 euro

Amicus Plato, sed magis amica veritas” (Platone è mio amico, ma mi è più amica la verità): è un detto assai noto e ampiamente diffuso sin dall’antichità, sulla cui origine si è discusso a lungo. Tuttavia, molto chiaro è sempre apparso il suo significato: non si deve anteporre nulla e nessuno al vero, neppure se si tratta di qualcosa o di qualcuno a cui attribuiamo grande valore. Tra coloro che tennero fede a questa indicazione va certamente annoverato san Tommaso d’Aquino, come ci assicura, fin dal titolo di questo ponderoso volume, Jean-Pierre Torrell, ultranovantenne frate domenicano francese, studioso particolarmente autorevole dell’Aquinate. Tommaso, come è noto, fu un genio filosofico assoluto e nel volume viene ottimamente ricostruito per intero l’eccezionale percorso speculativo da lui portato a compimento; fu pure un docente di prim’ordine, che si distinse nelle migliori università dell’epoca; ma la cifra più autentica della sua personalità va ricercata proprio nell’amicizia per la verità, che per lui coincise con la Rivelazione cristiana e con il Verbo divino fattosi carne. Per tale motivo, al fine di comprendere il significato ultimo e profondo della figura e dell’opera dell’autore della Somma Teologica, è opportuno soffermarsi sulla parte finale della sua esistenza, come fa Torrell in alcune intense pagine poste al termine del volume, tra le quali spicca quella in cui viene riportata la seguente testimonianza, ripresa dalla biografia di Tommaso scritta da Guglielmo di Tocco: “Tutte le volte che voleva studiare, iniziare una disputa, insegnare, scrivere o dettare, si ritirava innanzitutto nel segreto dell’orazione e pregava piangendo per ottenere la comprensione dei misteri divini”. Alla fine della sua breve vita – morì non ancora cinquantenne – il Dottore Angelico attraversò una grave crisi psicofisica che lo spinse ad abbandonare ogni attività di studio e di ricerca. All’amico Reginaldo da Piperno, preoccupato e stupefatto, che gli chiese come mai avesse preso una simile decisione, Tommaso rispose: “Non posso più. Tutto ciò che ho scritto mi sembra paglia in confronto con quanto ho visto”. Su consiglio dei confratelli, trascorse alcuni giorni di riposo a casa della sorella, non lontano da Napoli, e qui visse un’estasi alquanto prolungata con totale astrazione dei sensi. Invitato al Concilio di Lione dal Papa Gregorio X, si mise in viaggio, ma, stremato, dovette fermarsi all’abbazia di Fossanova, ove ricevette il viatico e morì alle prime ore del mattino del 7 marzo 1274. Raccontando tutto questo, Torrell non intende sminuire la grandezza intellettuale di Tommaso, del quale ricostruisce benissimo tutte le dottrine, ma fa comprendere plasticamente al lettore quale fu l’“amica veritas” che il sommo Aquinate cercò e amò per tutta la vita. 

 

AMICO DELLA VERITA'
Jean-Pierre Torrell
Edizioni Studio Domenicano, 624 pp., 45 euro

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