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Delizie d'oriente

Peter Heine
Sellerio, 236 pp., 16 euro

4 Gennaio 2018 alle 11:08

Delizie d'oriente

Oh voi che credete! Mangiate delle cose buone che la Provvidenza Nostra v’ha dato, e ringraziate Iddio, se solo lui adorate!” (Corano, versetto 172, sura II). Un invito ben preciso, quello dell’islam, che a differenza di altre religioni – non del cristianesimo – non considera mangiare e bere solo una necessità vitale, ma anche e soprattutto una prova della perfezione del creato, un invito a godere e a rallegrarsi del cibo e delle bevande, ma senza eccedere, perché Dio “non ama gli stravaganti”. Lo ricorda anche Peter Heine in questo libro, un vero e proprio excursus gastronomico in oltre cinquanta ricette tra i profumi e i sapori tipici di quella società. Che si tratti di poesia araba preislamica, del Corano o delle tradizioni dei profeti, il mangiare e il bere – in famiglia o con gli amici – l’ospitalità, i rituali e i festeggiamenti sono da sempre temi centrali delle letterature d’oriente tanto che molte raccolte di detti arabi, persiani e turchi sono pieni di riferimenti culinari. Fu lo svizzero Adam Mez – ricorda Heine, fondatore e direttore del Centro di studi orientali moderni di Berlino – a interessarsi per primo alle questioni legate al cibo e alle bevande nelle società islamiche, ma la sua ricerca portò a pochi risultati e si dovettero aspettare gli anni 50 (con Maxime Rodinson) e i 60 (con Claudia Roden) per vedere pubblicate le prime raccolte di ricette impreziosite da divagazioni storico-culturali. Nel libro pubblicato da Sellerio e tradotto da Marina Pugliano e Valentina Tortelli, invece, troverete quel qualcosa in più che mancava nel vasto e affascinante panorama della gastronomia islamica, tra aneddoti, curiosità e fatti storici che si intrecciano con regole precise per nutrirsi come per digiunare. “Prima di ogni pasto bisogna lavarsi le mani e prima di cominciare a mangiare bisogna invocare il nome di Dio”; “è necessario mangiare solo con la mano destra” e riguardo al digiuno, “ci sono giorni e periodi durante i quali bisogna astenersi totalmente dal consumare cibi e bevande, altri in cui è permesso digiunare e altri ancora in cui digiunare è proibito”, ad esempio durante la Festa del Sacrificio (che ricorda il gesto di Abramo chiamato da Dio a sacrificare suo figlio Ismaele) e in quella per la fine del Ramadan, il mese del digiuno (Iftar), che coinvolge l’intera società. A tavola, se la carne viene preparata solo in occasioni speciali, non può mancare la salsa speziata sinab, mentre il miele è il dolcificante che piace di più. Tra i cibi più popolari l’hummus e i falafel, ma il più amato è il dolma, involtini di foglie di vite con farciture diverse a base di carne o riso che non hanno niente a che vedere col tharid, la zuppa preferita dal Profeta. Quello “splendido giardino” che è il Paradiso – “pieno di vergini dagli occhi bruni e giovani bellissimi” – è solo per pochi e per accedervi bisogna scegliere il cibo giusto. Tutto inizia da lì, sostengono in oriente, ma attenzione: “Chi fa affidamento sul sugo dell’arrosto del vicino, andrà a letto senza cena”.

 

DELIZIE D'ORIENTE
Peter Heine
Sellerio, 236 pp., 16 euro

Giuseppe Fantasia

È nato a L’Aquila, ma vive a Roma, ha una laurea in Legge, ma ha scelto di fare il giornalista. Scrive per l'HuffPost Italia, Marie Claire ed Elle Decor. Su Il Foglio si occupa delle pagine culturali, scrive di libri, arte e spettacolo e ogni giovedì c'è "Odo Romani far Festa", la sua rubrica da cui viene fuori tutto il meglio (e il peggio) delle feste della Capitale e non solo. GiFantasia su Twitter, @gifantasia, su Instagram

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