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La Cina ci ha già dichiarato guerra

Per Bloomberg non spetta a noi decidere se esista o meno, ma come rispondere

27 Luglio 2020 alle 10:50

La Cina ci ha già dichiarato guerra

Foto LaPresse

“'Siamo nell’anticamera di una nuova guerra fredda'. Queste furono le parole di Henry Kissinger quando lo intervistai a Pechino lo scorso novembre”, scrive lo storico Niall Ferguson su Bloomberg. “L’osservazione non era affatto sorprendente. Mi è parso ovvio fin dall’inizio dell’anno scorso che ci trovassimo di fronte a una guerra fredda tra America e Cina. Questa osservazione non si basava solamente sulle interviste con vecchi statisti. Per quanto possa sembrare controintuitivo, l’idea è nata leggendo libri di fantascienza cinesi”.

 

Come hanno fatto a deteriorarsi così rapidamente i rapporti tra Washington e Pechino?

  

Il fattore-chiave è la svolta nella politica estera cinese impressa dal nuovo leader Xi Jinping nel 2012. Gli storici scriveranno che il declino dell’alleanza tra America e Cina – la cosiddetta ‘Chimerica’ – ha avuto inizio dopo la crisi finanziaria, quando Xi Jinping ha deciso che la Cina non dovesse più nascondere le sue ambizioni. Ultimamente molti elettori americani sia democratici che repubblicani sono diventati sino-scettici. E’ un segno dei tempi che il candidato democratico Joe Biden cerchi di porsi come un falco anticinese più duro del presidente. Ho sostenuto che la nuova guerra fredda fosse inevitabile e desiderabile per l’America, che finalmente si sta impegnando per non essere superata dalla Cina in tema di intelligenza artificiale.

 

“Il libro che mi ha fatto imparare di più su come la Cina vede l’America è un testo di fantascienza: La Foresta oscura di Liu Cixin, uno dei più influenti scrittori cinesi”, scrive Ferguson. Il libro racconta di un popolo spietato e tecnologicamente superiore (i Trisolarans) che invade la Terra. A questo punto, Cixin spiega i tre assiomi “della sociologia cosmica”. Primo: “La sopravvivenza è il bene primario della civiltà”. Secondo: “La civiltà cresce e si espande di continuo ma la materia nell’universo resta costante”. Terzo: “I sospetti e il rischio di ‘un’esplosione tecnologica’ in un’altra civiltà significano che nello spazio può vigere solamente la legge della giungla”. Per usare le parole dell’eroina del libro, Luo Ji, “l’universo è una foresta oscura… ogni civiltà è un cacciatore armato che si muove tra gli alberi come un fantasma… Il cacciatore deve fare attenzione perché la foresta è popolata di cacciatori come lui. Se trova un’altra forma di vita – che sia un altro cacciatore, un angelo, un demone, un vecchio o un bambino – può fare solo una cosa: aprire il fuoco ed eliminarlo”. “Kissinger viene spesso ritenuto l’esponente di spicco della Realpolitik americana – conclude Ferguson – Ma questo è molto più duro del realismo. Questo è il darwinismo intergalattico. La Foresta oscura mostra ciò che pensa la Cina di Xi. Non possiamo decidere se iniziare una Guerra fredda con la Cina, dato che la Cina ha già dichiarato guerra a noi. Non siamo solo nell’anticamera di una nuova guerra fredda; quell’anticamera è coperta da una foresta oscura ideata dalla Cina”.

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Commenti all'articolo

  • Carlo6

    27 Luglio 2020 - 14:17

    Ne rimarrà solo uno. Un cinese. E la colpa non sarà cinese ma di chi non ha previsto gli eventi. Ritrovare le nostre industrie è, deve essere un primo passo obbligatorio. Qui è in gioco tutto. I cinesi non fanno prigionieri da sempre. O li costringi alla convivenza separata con la forza o sono guai seri. Per questo invece di farci circondare vanno circondati. Lo capisca l’Europa accelerando i tempi di una unione necessaria e lo capisca la Russia unendosi nello sforzo. Lo stesso dicasi del Giappone e India. Senza perdere tempo, subito, le industrie perse ed a seguire il resto. I blocchi mondiali diventeranno due se faremo in tempo. Sveglia.

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