Macron sbaglia come De Gaulle

Gli Stati Uniti sottovalutati e una strategia che non funziona

Questo articolo è stato pubblicato sul Foglio Internazionale. Ogni lunedì due pagine a cura di Giulio Meotti con segnalazioni dalla stampa estera e punti di vista che nessun altro vi farà leggere 


 

"Il presidente francese Emmanuel Macron ha dato un’intervista straordinaria all’Economist in cui ha dichiarato che stiamo assistendo alla morte cerebrale della Nato e che la causa del malessere sono gli Stati Uniti, che abbandonano l’Europa a se stessa”, scrive Kori Schake sull’Atlantic. “Macron vuole che l’Ue conquisti la ‘sovranità militare’ dall’America, un progetto a dir poco ambizioso, dato che l’Europa dovrebbe pagare 347 miliardi di dollari per compensare la mancata protezione statunitense. Ma i piani di Macron non sono solo ambiziosi, sono poco plausibili. Il presidente francese si dimostra un pessimo storico quando afferma che Donald Trump è il primo presidente americano che non condivide ‘la nostra idea del progetto europeo’. La maggior parte dei presidenti statunitensi non ha condiviso la concezione francese del progetto europeo, perché le idee di Parigi hanno sempre teso verso l’unione dell’Europa attraverso l’esclusione degli Stati Uniti.

 

L’inquilino dell’Eliseo ricorda molto il suo predecessore Charles De Gaulle, che ha riesumato l’orgoglio francese dopo la disfatta della Seconda guerra mondiale. Macron, come De Gaulle, vuole unire l’Europa sotto la guida della Francia, relegando la Germania in una posizione di secondo piano. La strategia prevede che Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia (come rappresentante dell’Europa) integrino la loro potenza militare in un direttorio a tre che determina le politiche di difesa dell’occidente. Ma la strategia non funziona per due motivi. Innanzitutto, i paesi europei non sono convinti che la Francia sia più attendibile degli Stati Uniti, che hanno guidato la Nato per oltre 70 anni. Inoltre, Macron si aspetta che gli altri paesi europei aumentino la spesa nella difesa, ma non considera le loro preoccupazioni. La Francia aspira a essere un fantino agile che monta il cavallo tedesco, potente ma obbediente. Il freno sulle ambizioni di Parigi non sono gli Stati Uniti ma gli altri paesi europei. Gli Stati Uniti hanno avuto la meglio sulla Francia sui temi transatlantici perché sono andati incontro alle priorità degli altri paesi europei. I commenti di Macron però ribadiscono che l’acidità dell’Amministrazione Trump sta diventando un peso per gli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha ringraziato Francia, Gran Bretagna e Unione sovietica per il crollo del Muro di Berlino (tutti paesi contrari alla riunificazione) e si è dimenticato di menzionare gli Stati Uniti. La degna risposta dell’America a Macron – conclude l’Atlantic – è di tornare a fare ciò che la politica estera statunitense ha saputo fare meglio: fare vivere gli ideali americani stando a fianco dei propri alleati”. 

 

Questo articolo è stato pubblicato l'8 novembre sull'Atlantic

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