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La parola “razzismo” ha perso significato

Se Meghan Markle è giudicata solo per il colore della sua pelle

12 Agosto 2019 alle 09:21

La parola “razzismo” ha perso significato

foto LaPresse

“Insieme a molti altri commentatori, ho avuto parole aspre nella mia rubrica del Times sulle scelte fatte dalla duchessa del Sussex, l’ex attrice Meghan Markle, nell’elencare le quindici donne che hanno un impatto nel mondo, su un recente numero di Vogue britannico” scrive Melanie Phillips.

 

“Come altri, ho trovato queste scelte superficiali, equivalenti a poco più che una segnalazione di virtù politicamente corretta e profondamente divisiva che mi è sembrata irrispettosa sia della monarchia, che è soprattutto una forza apolitica e unificante, sia del paese di cui essa è il simbolo. Le persone hanno ovviamente il diritto di non essere d’accordo. E molti lo hanno fatto, esprimendo molta indignazione per i nostri commenti sulla duchessa. Ciò che era particolarmente evidente, tuttavia, era che eravamo tutti ‘razzisti’ nel criticarla. Naturalmente, il termine ‘razzista’ è stato ora privato di ogni significato, dal momento che è una macchia vuota scagliata contro chiunque cada in fallo a sinistra o che sia stato associato in qualche modo a chiunque sia caduto in fallo a sinistra. Da qui il tenore totalitario dei nostri tempi. Coloro che sostengono che tale critica è ‘razzista’, tuttavia, stanno dicendo che viene criticata solo perché è di razza mista. Stanno dicendo, in effetti, che poiché la duchessa è di razza mista deve essere considerata al di là di ogni critica. Invertendo la famosa osservazione di Martin Luther King, la stanno quindi giudicando non per il contenuto ma per il colore della sua pelle. Esattamente lo stesso fenomeno si è verificato con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Chiunque abbia criticato il comportamento di Obama è stato immediatamente considerato razzista. Come con Obama, quelli che ora urlano ‘razzisti’ contro i critici di Meghan hanno rivelato che pensano che lei non debba essere trattata come completamente umana e responsabile, ma che debba essere trattata come diversa e al di là di ogni critica semplicemente a causa del colore della sua pelle. Questi sono i veri razzisti in mezzo a noi”.

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