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La carica dei Kevin e dei Mohamed

L’anagrafe in Francia è uno specchio della società e rivela "lo stadio terminale della scristianizzazione"

20 Maggio 2019 alle 09:15

La carica dei Kevin e dei Mohamed

Foto di mrsvickyaltaie via Pixabay

"Alcuni anni fa, una coppia francese ha provato a chiamare la propria figlia Nutella", così inizia l’articolo dell’Economist: "La Francia aveva allentato le regole sulla registrazione dei nomi all’anagrafe nel 1993, ma la crema al cioccolato era un passo eccessivo, e la coppia ha perso il ricorso. Recentemente, i genitori di Chanel, Dior, Britney e Beyoncé l’hanno sempre avuta vinta. Due nuovi studi suggeriscono che queste tendenze sono lo specchio di un cambiamento sociale più profondo. Un elemento è il declino dell’influenza della chiesa cattolica. Il suo controllo sui nomi dei bambini è stato istituzionalizzato da Napoleone nel 1803, quando ha decretato che ogni bambino dovesse chiamarsi come un santo (o di un personaggio storico)".

 

"Un secolo fa una donna su otto in Francia si chiamava Marie; oggi la cifra è inferiore all’1 per cento. Jerome Fourquet, l’autore di uno degli studi, ha detto che questo rispecchia ‘lo stadio terminale della scristianizzazione’ in Francia. Il potere del cattolicesimo si è affievolito, ed è stato sostituito dalla cultura pop americana, riempiendo le aule scolastiche con i Kevin, i Jordan, i Dylan. Questi nomi, dice lo studio, sono diventati un indicatore sociale. Sono anche popolari nelle regioni che votano per Marine Le Pen, la leader populista che difende la tradizione culturale francese. La sua campagna elettorale per le europee è guidata da un ventitreenne di nome Jordan".

 

"In un paese che bandisce i censimenti etnici e religiosi, i nomi sono una stima approssimativa. Il numero di bambini chiamati Mohamed è cresciuto di sei volte dal 1960. La persistenza di questi nomi, dicono alcuni nazionalisti, riflette un problema di integrazione. Le Pen ha sostenuto che i cittadini naturalizzati francesi dovrebbero adottare un nome più adatto alla cultura nazionale. La presentatrice francese Hapsatou Sy si è dimessa da un programma televisivo dopo che un commentatore le ha detto che il suo nome era ‘un insulto alla Francia’, e che sua madre avrebbe dovuto chiamarla Corinne. Al contrario, uno studio di due demografi, Baptiste Coulmont e Patrick Simone, spiega che l’integrazione si rispecchia nei nomi dei bambini, ma in modo diverso. I figli degli immigrati nordafricani nati in Francia hanno dei nomi originari del Maghreb, i più frequenti sono Mohamed o Karim. Tuttavia, i nomi degli immigrati di terza generazione sono in linea con la tendenza francese. La scelta più diffusa, spiegano, è Yanis per i maschi e Sarah per le femmine. Parte di essere francese, in questi giorni, è chiamare la propria figlia non Marie, ma Lina o Mila. Sono nomi internazionale – notano gli autori – con cui tutti si possono identificare".

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Commenti all'articolo

  • verypeoplista

    verypeoplista

    20 Maggio 2019 - 09:09

    La mia prossima figlia la chiamerò Terra( Earth ), dovunque vada sarà a casa; l'unico dubbio mi deriva dal fatto che chiamandola due volte di seguito in Italia mi vada in depressione.

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    • Skybolt

      20 Maggio 2019 - 14:02

      Ahahah. Però, si dice della Francia, e va bene, ma in Italia uno che si chiama Alessandro per "sfondare" (absit iniuria verbi) debba farsi chiamare Mahmoud cosa dice? Ma, volendo stare sull'arabo, Iskander no?

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