cerca

Il populismo è un’accozzaglia

I gilet gialli e il modo sbagliato di far crescere un’economia secondo Newsweek

21 Gennaio 2019 alle 08:52

Il populismo è un’accozzaglia

Walwter Firle. Das Märchenbuch

“Questa settimana numerose proteste violente hanno tenuto occupate le autorità di Parigi”, ha scritto all’inizio di dicembre, su Newsweek, Ben Shapiro, “i cosiddetti gilet gialli hanno attaccato i poliziotti, dato fuoco alle automobili e disegnato graffiti su palazzi storici della città, incluso l’Arco di Trionfo. Che cos’è che ha causato questo spasmo di rabbia? Da quel che si legge, sono stati i prezzi alti della benzina causati da nuove ed esorbitanti tasse sul carburante, tasse che in Francia già oltrepassano il 64 per cento per la benzina senza piombo e il 59 per cento per il diesel.

 

Incredibilmente, il presidente francese Emmanuel Macron stava considerando nuove tasse, persino più alte, nonostante quest’anno le emissioni di carbone in Europa siano precipitate, crescendo drammaticamente nei paesi in via di sviluppo come India e Cina. Le proteste francesi però non erano solo per le tasse. Erano finalizzate a costringere il governo ad accettare altre richieste assurde: i gilet gialli vogliono tasse più alte sui ricchi, un aumento del salario minimo, un salario massimo, controlli sugli affitti, più spesa in pensioni e infrastrutture e un divieto totale sulle delocalizzazioni. Questo è lo stesso cestino di servizi promesso dai politici populisti in giro per il mondo.

 

Sono promesse vuote. Non c’è modo di pagare per uno stato sociale infinito senza tasse infinite. Non c’è modo di sostenere un’economia di successo tramite limitazioni al libero commercio e all’offerta di forza lavoro, controllando gli affitti e disincentivando il settore immobiliare, abbassando l’età pensionabile e allo stesso tempo pretendendo che nessuno paghi lo scotto. Il populismo non è un programma politico. È un’accozzaglia di cose che la gente vuole sentirsi dire. Alla gente piacciono le favole. È per questo, probabilmente, che i populisti continuano a ottenere voti nonostante le loro politiche minaccino la prosperità. È facile promettere benessere e contestualmente minare la stessa prosperità con lessico magniloquente.

 

La neoeletta deputata democratica di New York, Alexandria Ocasio-Cortez, non dovrà pagare le conseguenze delle sue fantasiose prescrizioni. ‘È inevitabile che favoriremo l’industria ed è inevitabile che lo faremo tramite una transizione all’energia rinnovabile al cento per cento, l’unico mezzo per perseguire la vera giustizia economica, sociale e razziale negli Stati Uniti d’America’. No, non è inevitabile. Se fosse inevitabile, non ci sarebbero proteste in Francia. I gilet gialli starebbero felicemente ingozzandosi di brie e sorseggiando vino, guardando le tasse elevate di Macron adagiarsi candidamente sul cuneo fiscale. La verità è che le economie di successo si basano sull’imprenditorialità, non sulla redistribuzione, sulla libertà, non sulla restrizione, e sulla realtà dei fatti, non sulle promesse vuote dei politici votate a preservare il potere, persino a costo del benessere e della libertà”.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • stearm

    21 Gennaio 2019 - 10:18

    Non mi trovo molto d'accordo sull'assimilare tutto. Non c'è molto di fantasioso in quello che propone l'AOC. Diamond-Suez, due premi Nobel, scrivono da anni che alzare la tassazione 'marginale' sui redditi alti ha effetti positivi sulla crescita. La transizione verso le rinnovabili è il futuro e stimolerebbe la crescita, poi si può discutere sul come. Che poi, scusate, i gilet gialli sono scesi in piazza contro la Carbon-Tax, che è una delle proposte dei liberals americani per agevolare il passagio alle Energie rinnovabili. Insomma fare di tutta l'erba un fascio, si spinge al limite del principio di contraddizione. Ci sono politiche redistributive che possono portare alla crescita, altre che sono deleterie. Bisognerebbe solo informarsi, leggere, altrimenti si rischia solo di far confusione.

    Report

    Rispondi

    • stearm

      21 Gennaio 2019 - 11:23

      Se partiamo dal presupposto che non esista nessuna politica redistributiva che possa accompagnare, anzi stimolare la crescita, non abbiamo capito la logica del capitalismo nè la sua storia. La tassazione progressiva -entro certi limiti- è compatibile con un sistema di incentivi che favorisca l'innovazione e l'imprenditorialità, anzi pone un limite ad incentivi perversi. Non è nemmeno una novità visto che in tutti le democrazie occidentali vige un sistema di tassazione progressiva. Tra l'altro, essendo 'marginale', ovvero si applica solo alla parte di reddito oltre un certo limite, si potrebbe alzare il tasso marginale e ridurre la tassazione sulla parte precedente. ovvero non deve per forza alzare la tassazione totale, agevolando ad esempio la micro-entrepreneurship e le start-ups.

      Report

      Rispondi

Servizi