Blasoni da incubo
Gli stemmi dei reali parvenu. In quello di Megan si capiva già tutto
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17 JAN 20
Ultimo aggiornamento: 12:25 PM

Lo stemma realizzato per il matrimonio di Harry e Meghan dalla Casa Reale
Se davvero è andata com’è andata, e cioè c’è stata premeditazione, a essere scornati non saranno solo la Regina e il fratello e i sudditi ma anche un signore molto affettato come il suo titolo, Garter King of Arms, re d'armi della Giarrettiera, il supremo arbitro delle genealogie d’Inghilterra, colui che precede il Sovrano nelle cerimonie ufficiali, incarico creato da Enrico V nel 1415. Lui si chiama Thomas Woodcock, e ha creato lo stemma nuovo di zecca di Megan Markle, e fare il disegnatore di stemmi è attività che nel Regno per il momento Unito è floridissima, visto che ormai le aspiranti reali ne sono quasi sempre sprovviste. Ed era lui che solo due anni fa, quando la duchessa venne appunto trasformata in duchessa e dunque dotata di stemma, si dichiarò molto soddisfatto del risultato ottenuto, in collaborazione con la duchessa, che aveva voluto disegnati, nel suo blasone: dei papaveri, fiore tipico californiano, così come le fasce dorate del Golden State, il fondo azzurro del Pacifico (del Sussex, pare, proprio niente). Volle invece delle gran piume perché, annunciò ingenua Casa Reale, “significano per lei il potere della parola”. Ripensandoci oggi, forse, vogliono dire che era già pronta a volare via.
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Michele Masneri (1974) è nato a Brescia e vive prevalentemente a Roma. Scrive di cultura, design e altro sul Foglio. I suoi ultimi libri sono “Steve Jobs non abita più qui”, una raccolta di reportage dalla Silicon Valley e dalla California nell’èra Trump (Adelphi, 2020) e il saggio-biografia “Stile Alberto”, attorno alla figura di Alberto Arbasino, per Quodlibet (2021).