I nuovi progetti di Feltrinelli

Michele Masneri

Librerie, dibattiti e attività. La casa editrice è in continua espansione e il prossimo appuntamento è un confronto-scontro Londra-Dubai

Feltrinelli senza freni. Il gruppo diretto da Carlo Feltrinelli, nonostante i lutti dello scorso anno, che hanno colpito a breve distanza Inge e il compagno Tomas Maldonado, è in continua espansione. Dopo la nuova sede in via Palestro, progettata dagli svizzeri Herzog & de Meuron, che ospita anche un caffè-libreria (esiste ancora a Milano una libreria senza bar?), la casa editrice ha annunciato qualche giorno fa l’acquisto della maggioranza della scuola Holden di Torino. Estremamente attiva è anche la Fondazione Feltrinelli, che gode, oltre che della nuova sede, della biblioteca e degli archivi, anche di un teatro/sala conferenze di grande dimensione.

 

Una delle più recenti attività riguarda la ricerca sulle trasformazioni urbane, concretizzatasi nelle iniziative “About a city” e nella rassegna “Atlante delle città”: Tel Aviv, Istanbul, Dubai, Oslo, Maputo, Rotterdam, São Paulo, Napoli, Londra, Tokyo, Ulaanbaatar, New York, dodici città affrontate e presentate insieme “con studiosi, esperti e artisti internazionali, per raccontare i paradossi generati da diseguaglianze economiche e sociali, gli impatti sociali delle trasformazioni dei mercati del lavoro e le pratiche economiche e abitative cosiddette informali”. Prossimo appuntamento martedì 5 marzo col confronto-scontro Londra-Dubai, metropoli entrambe alle prese con due crisi forti sebbene di diversa natura, Brexit-bolla immobiliare, con Paul Watt (Birkbeck University of London), Yasser Elsheshtawy (Columbia University) e Michele Nastasi (fotografo). Sarebbe quasi un’invasione di campo nel territorio della Triennale di Stefano Boeri, se non fosse che nella nuova Milano tutti collaborano amabilmente e non si ignorano o si pestano i piedi come nel volgare resto della penisola. Almeno in apparenza.

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