Chiude Byoblu tv, Messora si dimette. E i populisti danno la colpa al popolo per il loro flop

Byoblu chiude il suo canale sul digitale terrestre e dà la colpa ai cittadini che non hanno sostenuto abbastanza "la tivù dei cittadini". Un classico: il populismo funziona finché il popolo sta al gioco. Poi arriva il conto, e il popolo ha torto. Intanto Vannacci lancia il suo canale. Concorrenza sovranista

di
8 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 10:32 AM
Immagine di Chiude Byoblu tv, Messora si dimette. E i populisti danno la colpa al popolo per il loro flop
La "tivù dei cittadini" si è spenta il 5 maggio. Dopo cinque anni il canale 262 del digitale terrestre firmato Byoblu – corazzata della controinformazione no vax e complottarda – finisce con un comunicato della direttrice Virginia Camerieri che spiega bene uno dei paradossi del populismo mediatico nostrano. Il sostegno del pubblico, si legge, è stato "insufficiente". I cittadini non hanno sostenuto abbastanza la "tivù dei cittadini". Logica di una coerenza quasi ammirevole.
Il passaggio chiave del comunicato merita di essere citato per intero: "In questi cinque anni noi abbiamo provato a fare la nostra parte, a costruire uno spazio in cui finalmente nessuno vi dicesse cosa pensare. Ma se vogliamo che questo lavoro, anzi questa missione, abbia un valore anche domani, serve capire se per voi ha davvero un valore oggi". In altre parole, caro pubblico, avete deluso la vostra missione. Voi, il popolo sovrano, quello che i poteri forti vorrebbero silenziare e che Byoblu invece tutelava, avete lesinato. Ecco il corto circuito: il pubblico viene esaltato come soggetto politico finché condivide (e paga). Ma quando smette, diventa un problema. La colpa non può essere della linea editoriale, né della gestione, né del prodotto. 
A smontare questa versione ci ha pensato, con tempismo involontariamente perfetto, la redazione stessa. Il giorno dopo le dimissioni dell'editore Claudio Messora "da tutti i ruoli ricoperti finora all’interno di Media Pluralisti europei", i giornalisti di Byoblu hanno diffuso un comunicato che sconfessa la narrazione dei vertici: "L'attuale stato di crisi non può essere imputato a un calo della partecipazione, né siamo d'accordo nel colpevolizzare il pubblico. Riteniamo invece che siano state effettuate scelte gestionali discutibili prese nel corso degli ultimi anni senza che la redazione sia mai stata coinvolta".
Messora, nel frattempo, ha affidato il proprio commiato a un sobrio post su Facebook: un ritratto generato con l'intelligenza artificiale che lo raffigura in uniforme napoleonica, a cavallo, con i versi del Cinque maggio di Manzoni in didascalia – "Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro...". 
Nel frattempo il mercato dell'informazione alternativa non aspetta. Il generale Roberto Vannacci – europarlamentare, autore di bestseller identitari, fondatore di Futuro Nazionale – ha lanciato la propria televisione, disponibile sul canale 254 del digitale terrestre e sull'app ADN Play. Il comunicato di lancio recita: "Ci censurano. Ci bloccano. Provano a oscurarci. E allora ce lo facciamo da soli". Schema identico, target identico, pubblico presumibilmente identico. Il segmento della contronarrazione è affollato, e la domanda (quella vera, che si misura in abbonamenti) è quella che è.
Forse la vicenda di Byoblu tivù ci dice qualcosa sul populismo come modello di business: regge finché l'indignazione supera la soglia di attenzione del pubblico e il pubblico converte quell'indignazione in sostegno economico. Quando una delle due variabili cede, la "missione" si trova a fare i conti con un bilancio. A quel punto il popolo, che nella retorica populista non sbaglia mai, diventa l'unico responsabile possibile. In soldoni: il popolo reale, quello che decide se mettere mano al portafoglio, è sempre meno affidabile del popolo immaginato. Almeno fino al prossimo canale 262.

di