la satira del foglio

Che tempo che fu. Memorie di un ruffiano

Maurizio Milani

A Telekabul con Fabio Fazio e Michele Serra, quando a un artista dc (ala dura) era concesso solo un minuto

Sono stato nel cast di “Che tempo che fa” dal 2003 al 2009. Quindi, dalla prima edizione alla sesta. La trasmissione andava in onda venerdì, sabato e domenica, su Rai 3, per 25 minuti a puntata. Era basata per il 95 per cento sul meteo. Infatti c’erano ben cinque meteorologi che intervenivano. Fazio aveva in mente un programma monotematico sul tempo, come ci sono in America. Pensa te. Pian piano è diventato un talk-show arabo. La mia esperienza è stata molto negativa. La più negativa di sempre. 

Capo degli autori era Michele Serra. Comandava lui e ogni tanto telefonava in redazione Barbablù. Chi fosse, inutile dirlo. Trump? No! Inutile dire che se non eri del Pci, spazio non c’era per un tuo numero oltre il minuto (anche meno). Il paradosso: il programma era della Endemol, che allora andava forte con il “Grande fratello”. Non erano comunisti i titolari. Ma come nelle reti Mediaset si tende a dare spazio ai comunisti, per far vedere che si è pluralisti… Bravi! Ma Telekabul mica era così generosa con noi, artisti Dc (ala dura). Dispiace parlare male di tale programma, ma nemmeno tanto. Ormai sono passati quindici anni. Mi ricordo i camerini della Rai di corso Sempione. Erano rimasti come negli anni di “Rischiatutto”. Anzi, di “Lascia o raddoppia?”. 

Tanti artisti internazionali che venivano ospiti dicevano al portinaio: “Amico! Sono stato in un’emittente televisiva di stato del Ghana; i camerini erano più belli”. 

Portinaio: “Non voglio sapere niente, chieda in ufficio”.
Star internazionale: “Ma quale ufficio, parto per Phoenix adesso”. 
Portinaio: “E’ ospite a Tele Phoenix?”. 
Artista: “No, vado lì a fare da scalda pubblico. Coglione. Scusa la parola”. 
Portinaio: “Niente, si immagini. Può capitare a tutti un momento di sconforto”. 
Star internazionale: “Sì! Mi scusi ancora. E’ stato un momento di forte stress”. 
Portinaio: “Ma si immagini! Può capitare a tutti un momento di sconforto”.
Star: “In effetti, sto vivendo un momento delicato, ho uno sfratto esecutivo dal comune di Laredo per mancato pagamento Imu”. 
Portinaio: “Non paghi niente, quando cambia la giunta va tutto in prescrizione”. 

A “Che tempo che fa”, che brutta esperienza, la mia. Sempre con quel comunista che voleva convincerti a iscriverti al partito, in cambio di serate in teatro, o meglio ancora al cinema con registi filocubani. Sono scappato, insieme all’altro meteorologo Luca Lombroso. Non ci siamo piegati a fare la tessera comunista. Ci hanno sostituito Littizzetto e Gramellini, bravissimi e dal punto di vista  di Botteghe oscure più idonei. Avendo i comunisti in mano l’Auditel, piegano i dati. Per cui giustificano i loro artisti con dati falsi. Questo induce la Rai a pagarli 50.000 euro a puntata. Per me fanno bene a truccare l’Auditel. Tanto anche se non la trucchi dà dati sballati: se uno dorme sul divano, ed è in corso una rapina in villa con tv accesa, conteggi anche i rapinatori? Non penso. Poi in quelle fasi chi guarda  “Il cantante mascherato”? Lo hai davanti con pistola finta, ma meglio non rischiare. Apri la cassaforte e dagli tutto. L’importante è che tua figlia di 25 anni non si innamori di lui e voglia vederlo anche fuori dalla rapina. 

Ma torniamo a “Che tempo che fa”. Devo dire che è stata una bellissima esperienza. Con compagni di lavoro fantastici, ne ho un ricordo tra i più cari. Dal regista agli autori, primo tra tutti il mitico Marco Posani con Piero Galeotti e il grande Michele Serra, sempre attento a non offendere nessuno. Come è giusto che sia. La prima edizione era co-condotta da Ilary Blasi giovanissima (siamo nel 2003). Poi è venuta Filippa, per lei venti edizioni. Serra voleva mandarla via ma Galeotti e io abbiamo insistito e Serra si è convinto. Anche perché Filippa si era votata alla causa palestinese. Di cui siamo convinti tutti. Quello meno convinto è proprio Fazio. Anzi no, è il più convinto. Non ho mai visto uno così convinto nel portare avanti una così nobile causa. Per quanto riguarda Luciana Littizzetto, diciamo che come comica non c’entra niente. I testi li scrive Serra (e si vede la povertà dei contenuti comunisti trattati). No! Luciana invece è una brava cabarettista purtroppo condizionata dall’ambiente, che le fa recitare la “donna da osteria”. Seduta sul tavolo, gambe scoperte, parla da ubriaca; sì, la tipica donna che si trova nelle osterie dell’est Europa, ma anche in provincia di Teramo.

Un ricordo d’amore per Graziamaria Dragani: ha contribuito al successo economico di decine di autori sconosciuti. Era lei a scegliere il libro da presentare in trasmissione, riceveva lusinghe da tutti gli uffici stampa editoriali del mondo. Non ha mai ceduto. Tenete conto che per alcune edizioni, andare da Fazio e presentare il libro voleva dire vendere centomila copie. La prova: i librai si informavano prima chi era lo scrittore ospite perché lunedì mattina la gente veniva a chiedere il libro che aveva visto la sera prima da Fazio. I librai ne preparavano già delle pile all’entrata. E questa fortuna (degli scrittori) era merito di Graziamaria Dragani che senza condizionamenti sceglieva. Almeno un biglietto di ringraziamento, adesso che lo sapete, potete spedirlo a gent. Graziamaria Dragani, via Adamello 21/c, Peschiera del Garda (Verona o Brescia, non ricordo bene la provincia, comunque arriva).

L’articolo denigratorio sta quasi finendo, anzi siamo a metà. “Che tempo che fa” è sempre stato come quello di Gramellini, “Le parole”, un programma fin troppo completo e bello. Greta, clima, diritti per noi pederasti, bambini clonati ai campi nomadi dove il fatto non sussiste, ma la gente se lo dici in tv ci crede. Le ultime edizioni poi… che sono rimbalzate tra Rai 1 e Rai 2 per tornare a Telecomunismo. Ma si può far firmare un’esclusiva a un virologo? In pratica Burioni poteva andare solo da Fazio a istruire i comportamenti in tempo di pandemia. I vari Galli, Bassetti e compagnia di giro li vedevi su ogni canale, giustamente. E senza compenso. No, Burioni, il numero 1 dei virologi italiani andava solo da Fazio, avendo firmato un’esclusiva come la Littizzetto. Inutile dire che Fazio e Littizzetto hanno lo stesso agente. E fanno bene. Burioni non penso abbia Beppe Caschetto, ma dovrebbe: guadagnerebbe molto di più. E potrebbe anche andare a “Pechino Express”. Senza essere obbligato, solo se vuole. Lì in zona Cambogia ci sono dei virus mai visti. Speriamo non arrivino a Codogno. Ma non penso, se arrivano scelgono Dublino, per via del clima mite.

P.S. Ho parlato con il grande Ettore Andenna, di gran lunga il più bravo conduttore televisivo italiano. Mi dice: “E’ mai possibile che su RaiPlay non si trovino le edizioni di ‘Giochi senza frontiere’?” (programma cult estivo che guardava tutta Europa, e che conduceva Ettore… aggiungo io). Gli rispondo: “Amico caro, non sei comunista e nelle Teche Rai tirano fuori solo i loro”.
 

Di più su questi argomenti:
  • Maurizio Milani
  • Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.