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Contrordine in Rai: Salvini chi? Ora tutti con Giorgia!
A Viale Mazzini c'è chi resta salviniano ma ora è Meloni a tirare di più. Il quasi miracolo di Giampaolo Rossi, consigliere d’amministrazione in quota Fdi, la nuova stagione tv e la poltrona ancora vuota di Rai Fiction
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11 SEP 20
Ultimo aggiornamento: 10:27 AM

Un vecchio mantra sempre attuale dice che in Rai s’intuisce da che parte tira il vento della politica in anticipo sul Paese. “Guarda cosa succede a Viale Mazzini e saprai quello che tra sei mesi accadrà a Montecitorio…”. Secondo gli ultimi segnali, allora, Giorgia Meloni arriverà presto a essere la leader del centrodestra. Perché nelle ultime settimane, da Saxa Rubra e Via Teulada, fin su a Milano, in corso Sempione, è tutto un saltare sul carro di Fratelli d’Italia. Che poi per molti si tratta di un ritorno a casa. Già ben prima delle elezioni del 2018, infatti, non furono pochi i “destri” della tv pubblica a scoprirsi improvvisamente salviniani. “Tocca buttasse su Salvini, speramo che nun ce fanno l’esame de longobardo…”, diceva allora un cronista di telegiornale con il cuore a destra. Ecco, diciamo che molti di loro stanno rientrano all’ovile, ma ci sono anche nuovi ingressi.
La bandiera della Meloni sventola forte, come un tempo sventolava quella di Gianfranco Fini. E se l’ex leader di An aveva in Paolo Francia il suo uomo di fiducia dentro la Rai, il dominus di questa stagione meloniana è Giampaolo Rossi, consigliere d’amministrazione in quota Fdi. Cui è riuscito un miracolo: filare d’amore e d’accordo con l’ad Fabrizio Salini. Con cui avrebbe sottoscritto un patto: io aiuto te, tu aiuti me. E così tutte le volte che Fi e Lega sbraitano contro questa governance, Rossi e Fdi restano sempre un passo indietro. Nel frattempo incassano posti a tavola e piazzano pedine sulla scacchiera. Di recente, la nomina a corrispondente da Bruxelles della giornalista del Tg1 Marilù Lucrezio (il bigliettino sventolato da Gad Lerner quando si dimise da direttore del Tg1 vi ricorda qualcosa?), mentre alla vicedirezione di Raidue è arrivato, in pieno agosto, Paolo Corsini. La mossa del cavallo che però ancora non riesce è quella di portare Angelo Mellone alla vicedirezione di Raiuno: Stefano Coletta si è messo di traverso e la situazione non si sblocca. Per il resto tutto è in movimento: c’è anche chi preferisce restare salviniano (la Lega è sempre forte e ha meno truppe, quindi c’è meno concorrenza), ma è “Giorgia” ora a tirare di più.
Nel frattempo è partita la nuova stagione televisiva, la prima ai tempi del Covid, e c’è molta attesa per le novità. Ma il tema che più sta togliendo il sonno ai vertici di Viale Mazzini è quello della rete unica delle tlc che, per il momento, vede la Rai tagliata fuori. “Questa è la partita più importante da qui a dieci anni, non possiamo restare a guardare…”, dice un alto dirigente. Al settimo piano si studiano mosse e strategie e ieri il Cda ha dato mandato all’ad di partecipare ai tavoli pubblici affinché “la Rai abbia un ruolo a garanzia della neutralità della rete e dello sviluppo delle infrastrutture”. Tra le ipotesi, anche un’azione comune che coinvolga RaiWay e Cdp.
Altra patata bollente è la poltrona ancora vuota di Rai Fiction. Nonostante l’accordo ci sia, con una convergenza Franceschini-Spadafora sul nome di Maria Pia Ammirati (direttrice di Rai Teche), la nomina ancora non si fa. Ma perdere altro tempo, oltre a essere un segnale di debolezza, significa lasciare scoperta una casella fondamentale del management laddove si gioca la sfida cruciale coi grandi network internazionali, a partire da Netflix (dove ora c’è l’ex Rai Andreatta).
Infine, dicevamo, occhi puntati sulle novità: Marco Frittella e Monica Giandotti a Unomattina, il nuovo programma di Serena Bortone, Matano in conduzione solitaria a La vita in diretta, Agorà con Luisella Costamagna, il nuovo talk di Rai2 con Giuli e Fagnani. Molta carne al fuoco per l’ultima stagione che vede in plancia di comando Marcello Foa e Fabrizio Salini.