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Il Pagellone finale di X Factor 2019

E' stata un'edizione di una noia mortale. Ma dalla vincitrice Sofia, fino a Eugenio, passando per Cattelan e la cubista delle Audition, di sono diverse chicche da ricordare. Eccole qui

13 Dicembre 2019 alle 17:36

All good things come to an end, e pazienza se lo cantava Nelly Furtado (o era Jeremy Corbyn?) e non quel divo di Robbie Williams, che ieri sera ha fatto un Erasmus accelerato alla finale di X Factor 2019. E che, a tratti, ci ha finalmente regalato una bella serata, dai duetti con Cattelan e i concorrenti - ottime le performance dei gruppi - alle sue esibizioni in solo. Unico neo, l’insostenibile pesantezza del suo nuovo album natalizio. Ma "Love Actually" fa scuola, e questa settimana gli inglesi sono tutti in modalità revival. Insieme a lui, una boccata di aria fresca e ipnotica l’ha portata Lous and The Yakuza, ma è stata un’apparizione talmente fugace che non ce ne siamo nemmeno accorti. Dopo di che - per riequilibrare i livelli di endorfina -  ci siamo dovuti sorbire venti minuti di Ultimo al pianoforte.

 

Tutte le cose belle, dunque, prima o poi finiscono: la tredicesima, l’ossessione per l’amore ascellare, lo spazio nell’armadio di Salvini, la nevicata di stamattina, e soprattutto l’appuntamento fisso del giovedì sera con il talent musicale più atteso dell’anno. Così dobbiamo tirare le somme.

 

È stata un’edizione di una noia mortale, costellata da qualche sparuto istante di bellezza subito dimenticato. Il banco dei giudici è sembrato, per la maggior parte del tempo, il circolo del burraco dei bagni Marinella. Scaramucce e poco tempismo nel risvegliarsi dal torpore, mai in sincro. Persino l’auricolari-gate, che avrebbe potuto creare un po’ di sana polemica, si è ritratto come l’interrogazione parlamentare su Savoini. E anche Mara, che normalmente ci regala performance del livello di Zia Yetta, è rimasta in letargo. Tata Francesca, per favore l’anno prossimo pensaci tu. O almeno Lino Banfi.

 

Il programma - che ha registrato un notevole calo di share - si è concluso con la chiamatissima vittoria di Sofia, opera della potente lobby dei tassisti che vengono in soccorso quando la cometa si avvera, ma poi ti lascia a piedi. Sul podio - per la prima volta nella storia occupato da due band - i Booda e La Sierra, che sono in cima a tutte le classifiche e che tutti quanti dovremmo andare a sentire appena torneranno nel mondo reale.

 

Nell’attesa, ripercorriamo alcuni dei momenti memorabili di questa edizione 2019. No, l’Atalanta purtroppo non è nella lista.

Giulia Pescara

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