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Confessioni di un ex membro del cda Rai

Le nomina e Viale Mazzini, una grande palude attraversata da carri carichi di promesse, di speranza e di tanta ma tanta tenacia

27 Novembre 2018 alle 19:04

Confessioni di un ex membro del cda Rai

Foto Imagoeconomica

La cosa che trovai più sorprendente furono quanti mi fecero visita con aria gentile e rassegnata. Si trattava di autori, di coordinatori, di vicedirettori di rete, di capiservizio pagati bene per non fare una bella minchia. Nel corso dei miei tre anni giravo con  la dotazione di casi che spesso mi indirizzavano parlamentari del mio partito. Gente di relazioni che spendeva la mia amicizia nelle sue conversazioni. Che male c’è a vantare una conoscenza per quanto inutile, inefficace, incapace. Però la Rai è una grande palude attraversata da carri carichi di promesse, di speranza e di tanta ma tanta tenacia. Adoro i tenaci, chi non si dà per vinto, chi non se ne fa una ragione dei torti subiti. Un qualsiasi mulinello che ti prenda e ti nasconda per sempre può capitare anche ai più esperti. Rassegnati senza farlo, nasconditi avanzando, tocca tutti i tasti con delicatezza, fingiti distratta o distratto ma orecchi dritti e qualche confidenza lasciata ai rami come per segnare una traccia. Chi va, chi viene, dove va? Da dove viene? Sembrano deserti i corridoi più trafficati dei nostri palazzi. Permesso, ma prego (pare una vocina): ma è possibile che un vicedirettore di rete non abbia un ruolo, un incarico, un perché? Qualcuno che gli parli, qualcuno che ascolti, qualcosa da comprare, cose da leggere, da studiare, proposte da valutare? È possibile? Si! È molto possibile, molto probabile e non solo per il farraginoso avvicendamento dei vertici, per il rispetto della filiera di comando, per l’influenza, più che dei partiti, degli addetti al traffico nei partiti. È sempre stato così. Lo dicono tutti. È sempre stato così. Ufficialmente così. Bernabei Ettore il più prestigioso ed osannato mega-direttore generale galattico nella storia del nostro onorevole passato ha lasciato scritto “uno di destra, uno di sinistra e uno bravo”. Ora siam giunti al punto, finalmente: “Una da dentro, uno da sotto, uno di fuori”. Aspettando l’Amica geniale. Questa sera, dopo il Cda.

 

*ex membro del Cda Rai

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