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Licitra vince X Factor, ora lo attende il semi oblio

I voti all'ultima puntata del talent. Ottima l'accoppiata Fedez-Maionchi. Bocciati Tommassini (onnipresente), Levante (banale) e la pubblicità (troppa)

15 Dicembre 2017 alle 10:24

Licitra vince X Factor, ora lo attende il semi oblio

Lorenzo Licitra

La musica è finita e, dopo mesi (il programma si affacciava sul finire dell’estate), X Factor ha spento – finalmente – i suoi riflettori.

  

Ieri, dunque, si è conclusa al Forum di Assago anche questa edizione, risucchiata da una finale a dire il vero sotto tono, nella quale persino i giudici sono apparsi al più assuefatti da un meccanismo che, per quanto spettacolarizzato dal celebratissimo Tommassini, si è rivelato già visto. E pure sentito.

 

L’unica sorpresa è stato il vincitore. Lorenzo Licitra, il belloccio siciliano con l’impostazione tenorile e l’anima pop ha sbaragliato la concorrenza, superando Samuel Storm, Enrico Nigiotti e persino i Maneskin dati per favoritissimi da almeno un mese. Tiè.

  

 

E, se dare i voti è sempre brutto, poiché potrebbe apparire presuntuoso, per quest’ultimo appuntamento abbiamo deciso di fare uno strappo alla regola.

 

Il nostro 10, dunque, va all’accoppiata Mara Maionchi e Fedez: un matrimonio così ben riuscito che se la Signora non andasse per gli 80, Chiara Ferragni scansati. Lei, la Maionchi, unico sollazzo di quest’ennesima edizione noiosissima, non ha deluso le aspettative (alte) che pubblico e critica avevano riposto in lei, come unica soluzione al tedio dello spettacolo. Lui, Fedez, Re mida dello star system nostrano, nonostante gli outfit discutibili, ha commentato tutta la gara in modo appropriato, mai banale, da vero discografico.

 

9 Se lo prende Tiziano Ferro, unico vero ospite italiano da standing ovation (insieme ai Negramaro, dai). Protagonista di una querelle dietro le quinte gustosa assai, l’artista di Latina l’ha spuntata su Giorgia e Marco Mengoni che avrebbero dovuto calcare il medesimo palco per promuovere il loro singolo fresco d’uscita. Alla fine, l’unico nostrano della serata (non senza aver creato tumultuosi mal di pancia, a partire dalla Sony, casa discografica del novello duetto, nonché partner del programma) è stato lui, però: un incanto. Come sempre.

 

8 Al padrone di casa Alessandro Cattelan, al solito bravissimo. Così tanto che è ha rischiato di annoiare pure lui che, forse, s’è annoiato a sua volta.

 

7 Per i ragazzi – tutti – che hanno partecipato mettendoci la faccia, nonostante le facciate che avrebbero preso grazie all’agognata sovraesposizione mediatica.

 

6 Lorenzo Licitra. Il ragazzo e il suo inedito sono da sufficienza. Bravo e basta, nonostante la vittoria, è già candidato al semi oblio. Giò Sada, dice qualcosa?

  

5 per Levante. La regina del superlativo (tutto bellissimo e bravissimo e issimo) è stata sopravvalutata al punto da rendere fastidiosa la delusione. Lei, spammata dappertutto come la rivelazione dell’edizione, si è dimostrata eccessivamente teatrale, impostata, ripetitiva nei commenti scontati. Antipatica. Nemmeno le mise e le bellissime foto del suo profilo Instagram l’hanno salvata dal giudizio infausto: rimandata. Vedremo se a settembre si ripresenterà per gli esami di recupero.

 

4 A Luca Tommassini, direttore artistico ingombrante, troppo protagonista del programma. Tutti lo ringraziano, soprattutto quando non sanno cosa dire, ma non si capisce perché.

 

La retorica dei giudici annoiati è da 3. Commenti sempre uguali a concorrenti attenti ad ostentare il giusto tasso di umiltà, o almeno quel che basta per non esser redarguiti da qualche giurato pronto a ricordare che senza quella, l’umiltà appunto, dove vai?

 

2 Per l’eliminazione di Enrico Nigiotti, unico artista davvero spendibile sul mercato discografico italiano. Ma tant’è: ecco cosa accade quando a votare è il pubblico sovrano. Avesse avuto il faccino pulito di Licitra, forse avrebbe trionfato lui?

 

1 Alla lunghezza interminabile di puntate sempre troppo uguali a se stesse col rischio svenimento tanto concreto, da divenire realtà.

 

0 Alle pubblicità: decisamente troppo copiose per una pay tv.

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