•
La "lotta" tra uomo e robot attorno a un tavolo da ping pong
L'automa "Ace" ha battuto per la prima volta un giocatore professionista a ping pong. L'obbrobrio estetico del match e l'impossibilità di una reale competizione tra esseri umani e tecnologia robotica
di
24 APR 26
Ultimo aggiornamento: 09:49 AM
Foto Sony
C'è un robot che si chiama “Ace” che gioca a ping pong. Ed è riuscito, il mese scorso, a battere alcuni giocatori professionisti. “Ace” è stato sviluppato dalla divisione di ricerca sull’intelligenza artificiale di Sony per giocare a ping pong, e sino all'aprile del 2025 era riuscito solo a battere giocatori di categoria élite.
Lo studio sui progressi dell'Intelligenza artificiale applicata alla robotica, nel campo del ping pong, è stato pubblicato su Nature il 22 aprile. Il robot, secondo i programmatori, “affronta le sfide dell'interazione fisica in tempo reale attraverso un nuovo sistema di percezione ad alta velocità che utilizza sensori di visione e un nuovo sistema di controllo basato sull'apprendimento per rinforzo senza modello, nonché hardware robotico ad alta velocità all'avanguardia”.
La tecnologia utilizzata da “Ace” è certamente interessante e potrebbe avere importanti sviluppi in altri campi, come ad esempio la guida autonoma, nei quali un “sistema di controllo basato sull'apprendimento per rinforzo senza modello” risulta necessario. Gli ingegneri della Sony hanno infatti utilizzato il ping pong – sport “impegnativo che richiede velocità di percezione dello spazio e capacità decisionali rapide, in quanto presenta interazioni con il mondo reale, incluse azioni avversarie, su scale temporali tra le più veloci di cui un essere umano sia capace”, scrivono i ricercatori – come base per sviluppare il loro software in altri settori ben più remunerativi.
Delle sfide effettuate contro i giocatori élite e professionisti resta soprattutto una considerazione. L'obbrobrio estetico di una macchina che gioca a ping pong contro un essere umano. La differenza tra i due è spropositata sia nel movimento sia nell'occupazione dello spazio. Forse è l'inabitudine alla vista dei movimenti di un robot, forse le sue enormi dimensioni, senz'altro c'è qualcosa di decisamente meno armonioso nel vederlo giocare a ping pong rispetto alle movenze di una donna o di un uomo.
L'incontri tra esseri umani e macchine vanno avanti dagli anni Settanta. Hanno iniziato con gli scacchi, si sono estesi al ping pong (il primo è del 1983), al tennis, ad altre discipline. Nel 2025 un robot umanoide ha gareggiato nella mezza maratona di Pechino. Trecento robot umanoidi e più di diecimila partecipanti umani hanno preso parte alla mezza maratona Beijing E-Town e il robot "Lightning", ha completato il tracciato in 50 minuti e 26 secondi battendo il record mondiale umano stabilito dal mezzofondista ugandese Jacob Kiplimo.
Esperimenti. Sfide impari che servono per avanzare nella ricerca nei campi della robotica e dell'Intelligenza artificiale.
Ci sarà però una competizione reale tra uomo e macchina? Difficile. L'interesse svanirebbe dopo pochissimi incontri. Lo sport funziona perché gli esseri umani si appassionano agli sforzi di altri esseri umani che superano i propri limiti e portano il proprio corpo al limite estremo. Funzionerebbe lo stesso meccanismo con i robot? Sì, ma solo per gli appassionati di tecnologia. Una specie di riedizione sportiva e non distruttiva della BattleBots.
Di più su questi argomenti:
Al Foglio dal 2014. Nato nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Insegue. In libreria trovate Girodiruota e Alfabeto Fausto Coppi. E dal maggio 2023 Lance deve morire, il suo primo romanzo.
Su Twitter: @giostuzzi
l'intervista esclusiva
di
da milano
di
L'intervista esclusiva
di