Foto Epa, via Ansa

Quel filo che unisce le radio della repubblica di Weimar e la domotica

Andrea Trapani

L'IFA, l'“Internationale Funkausstellung Berlin”, una delle più importanti fiere della tecnologia al mondi, non è solo un viaggio nell'innovazione, ma anche un viaggio nella storia di questo ultimo secolo

Giovedì 4 dicembre 1924 i pensieri dei tedeschi erano rivolti soprattutto alle elezioni parlamentari della domenica successiva, le seconde di quell’anno, per la giovanissima Repubblica tedesca che già mostrava le sue prime crepe. All’epoca l'Spd fu l’unico partito capace di guadagnare più voti rispetto al responso primaverile, mentre calarono drasticamente i consensi dei comunisti e quasi scomparvero i nazisti, mentre la Germania cercava di guardare al futuro con una speranza che andava oltre le sanzioni della Grande Guerra.

  

Dalla radio alla prima trasmissione TV mondiale

Quel giovedì eppure iniziò la storia senza fine della fiera dell'elettronica più antica d’Europa, la "Grosse Deutsche Funkaustellung" che già al suo esordio riuscì a richiamare un numero enorme di espositori, ben 242, oltre a 180.000 visitatori curiosi ed entusiasti. Erano gli anni dell'illusione del benessere, il cosiddetto breve "periodo d'oro" della fragile repubblica di Weimar. Il successo della manifestazione fu tale che si trasformò in un evento annuale dove prima la radio e poi la televisione ebbero un ruolo sempre più centrale. Un chiaro segnale del cambiamento dei tempi e dei consumi che è stato il prodromo del boom del secondo dopoguerra.

I berlinesi, città già cosmopolita, probabilmente erano consapevoli di quel che sarebbe accaduto negli anni seguenti. Il mondo stava cambiando grazie al progresso tecnologico e, non a caso, le prime prove di trasmissione della Berliner Funkturm - la torre della Radio di Berlino che si erge all’interno degli spazi fieristici e che fu inaugurata nel 1926 per la terza edizione della fiera - è ancora oggi un simbolo della crescita economica e politica della Germania. Il mondo della comunicazione stava diventando così centrale che, quando nel nostro paese la televisione era ancora una cosa lontana dall’essere solo pensata, il 22 marzo 1935 fu trasmesso proprio dalla torre il primo programma televisivo nel mondo a radiodiffusione. Da allora è cambiato tutto, la tv è riuscita a diventare in pochi anni il principale medium del mondo più sviluppato.

  

La guerra e il ritorno a Berlino

I tempi bui però erano dietro l’angolo e Berlino rimase la sede di questa fiera fino all'inizio della seconda guerra mondiale. Dopo il conflitto la manifestazione riprese ma si tenne in altre città della Germania ovest, da Düsseldorf a Francoforte, passando per Stoccarda, tornando definitivamente a Berlino dal 1971 quando assunse il nome attuale di IFA, la sigla di “Internationale Funkausstellung Berlin”.

Berlino Ovest tornò così a essere il faro dell’Occidente che cresce, un simbolo per la Germania e per la Nato all’interno dei confini della cortina di ferro.

Caduto il muro, l’affermazione arriva quando negli spazi della fiera si cominciò ad anticipare costantemente i trend futuri del mercato tanto che, secondo gli storici, si può considerare l’edizione IFA del 1995 come la prima fiera multimediale in assoluto. Non solo più radio, TV ed elettrodomestici, da allora l’attenzione si deve dividere anche con i primi computer consumer, quelli “per tutti”, e soprattutto con internet. Le novità non si fermano più, l’appuntamento di fine estate diventa la vetrina principale dell'industria elettronica mondiale anche per quei paesi come la Cina o il Giappone che, da tempo, cercano di rubare la scena.

 

L’edizione 2022, il ritorno dopo la pandemia

La fiera inizia oggi, dopo i due giorni di anteprima dedicati alla stampa, e torna dopo un anno di pausa. Nel 2021, infatti, la manifestazione è stata eccezionalmente sospesa perché gli spazi della fiera erano diventati il più grande hub vaccinale di tutta Berlino. Al contrario, nel 2020, a sorpresa, fu confermata con enormi sforzi per il contenimento dell’emergenza pandemica ma con una risposta del pubblico assai fredda (e timorosa). Tempi che sembrano lontani, gli spazi della fiera, enormi e aerati, adesso stanno accogliendo il ritorno degli espositori e dei visitatori, liberi da pensieri per qualche ora da quella crisi energetica che rischia di impattare anche su questo settore.

I temi forti sono già noti, non mancano i brand che non aspettavano altro che questa kermesse per presentare le innumerevoli nuove gamme, dai tv Qled MiniLed alla domotica e agli altri prodotti audio. I prototipi per il futuro sono in rigorosa diretta tv, la copertura dei media è garantita, tra gli altri, dai network televisivi nazionali ARD e ZDF. Insomma, una fiera che non sente il peso dell’età e che sembra ancora innovativa come 98 anni fa. Un altro miracolo berlinese.