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Contro i cialtroni della rete

La grande balla della neutralità, le prime battaglie contro la faccia del web, le sculacciate social contro Trump, la fine del principio dell’uno vale uno. Perché la rivoluzione di Twitter può trascinare internet verso un’imprevista fase tre: la stagione della responsabilità. Indagine

8 Giugno 2020 alle 12:27

Contro i cialtroni della rete

Foto LaPresse

Jack Dorsey, il cofondatore e ceo di Twitter, si sveglia tutte le mattine alle cinque. Comincia la sua giornata con l’idroterapia: entra in una vasca ghiacciata a 2 gradi centigradi per tre minuti, poi si butta in una sauna bollente per 15 minuti. Ripete questo ciclo per tre volte. In un’intervista, Dorsey ha detto che non c’è niente che ti dia maggiore “sicurezza mentale” di infilarsi in una vasca ghiacciata. A parte l’idroterapia, Dorsey fa soltanto docce fredde, e dice...

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Eugenio Cau

Eugenio Cau

E’ nato a Bologna, si è laureato in Storia, fa parte della redazione del Foglio a Milano. Ha vissuto un periodo in Messico, dove ha deciso di fare il giornalista. E’ un ottimista tecnologico. Per il Foglio cura Silicio, una newsletter settimanale a tema tech, e il Foglio Innovazione, un inserto mensile in cui si parla di tecnologia e progresso. Ha una passione per la Cina e vorrebbe imparare il mandarino.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    08 Giugno 2020 - 18:46

    Sebbene non frequenti i social non sono d'accordo su un provvedimento che in pratica li azzererebbe. Inoltre Twitter in confronto agli altri social è un nano e mi viene il dubbio che ci sia molta politica in tutto ciò.

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  • antonio.di.thiene

    08 Giugno 2020 - 17:18

    Articolo molto interessante che mi ha dato una visione più chiara di quanto stia accadendo in questo scontro tra giganti. Non ho capito a che gioco stia giocando Google ed infine mi piacerebbe sapere cosa ne pensa di questi segnali di rivoluzione la Signora Zuboff.

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  • joepelikan

    08 Giugno 2020 - 16:28

    Non sono d'accordo. A mio avviso i Social Network sono diventati l'equivalente virtuale dell'accesso al dibattito democratico e, come tali, devono essere regolamentati. Non è possibile che i Social Media abbiano il diritto di decidere quali opinioni sono legittime e quali no e che abbiano il monopolio di ciò che è vero e ciò che è falso. A mio avviso ormai sono delle public utilities, ovvero imprese private di elevata rilevanza pubblica e, come tali, devono garantire universalità e non discriminazione sull'accesso. Per quanto riguarda i contenuti, dovrebbero essere vietati solo quelli che violano la legge e, per quanto riguarda la loro rimozione, dovrebbe essere seguita una procedura di escalation che contempli il contraddittorio con chi pubblica. Altrimenti si rischia la censura.

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  • Caronte

    08 Giugno 2020 - 15:48

    Responsabilità ma dal punto di vista di chi? Perchè il concetto è assai soggettivo e ciò che Stalin trovava irresponsabile non lo è ora per Macron, per esempio. Chi fisserà i canoni della responsabilità? Facebook, Trump, Conte, Salvini? Più sotto c'è un pezzo sul cazzeggio politico, vogliamo parlare anche del cazzeggio intellettuale liberal global "io so qual'è la cosa giusta voi non capite un tubo"?

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