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I limiti, giuridici e no, di un’app che serve solo se c’è una strategia complessiva

Uno strumento che da solo non serve. E poi bisogna evitare la stigmatizzazione sociale e tutelare il diritto alla riservatezza. Parlano Emilio Santoro e Stefano Zanero

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16 Aprile 2020 alle 10:11

I limiti, giuridici e no, di un’app che serve solo se c’è una strategia complessiva

Foto Claudio Furlan/Lapresse

Roma. Da giorni una parte del dibattito pubblico è spostata sulla app per il contact tracing alla quale sta lavorando un task force di esperti su indicazione del governo. Il Comitato europeo per la protezione dei dati ha spiegato martedì 14 aprile che la “promulgazione di leggi nazionali, che promuovano l’uso volontario della app senza conseguenze negative per gli individui che non la utilizzano, potrebbe essere una base legale per l’uso delle app”. Tali interventi legislativi non dovrebbero essere intesi...

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David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti. Contatto Signal: +1 718 710 4621

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