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Google & Co. hanno usato gli spot al Super Bowl per dirci cosa vogliono diventare

Dagli assistenti vocali ai gruppi chiusi su Facebook. A colpi di 5 milioni di dollari per trenta secondi, i big della Silicon Valley hanno fatto intravedere i loro piani per il futuro

6 Febbraio 2020 alle 10:09

Google & Co. hanno usato gli spot al Super Bowl per dirci cosa vogliono diventare
Roma. In un momento in cui la pubblicità sta vivendo una crisi d’identità, stretta tra il calo d’attenzione dei consumatori nei confronti dei mass media e l’assenza di una formula chiara e profittevole sui media digitali, ecco che nell’evento americano più importante succede qualcosa di inaspettato e straordinario.   In pratica le società che hanno messo in crisi un intero comparto – stiamo parlando delle varie Google, Facebook e Amazon – non solo utilizzano i costosi spazi dei break del...

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Michele Boroni

Livornese di nascita e formazione, milanese d'adozione. Collabora con il Foglio dal 2004 dove per tre anni ha scritto "Consigli a Lapo", prima rubrica di marketing creativo su un quotidiano italiano. Collabora anche con LINK Magazine, Style del Corriere della Sera, La Lettura e Studio. Si occupa di comunicazione, media, tecnologia e cultura pop.  E' anche autore tv e radiofonico e consulente di comunicazione. Ha scritto Cool Brand (sb, 2006) e Brand 2.0 (B&P, 2007). Malato di novità di ogni genere con una preoccupante dipendenza da serie tv USA e internet dove si fa chiamare EmmeBi come il suo blog.

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