L’idea di Apple (e Google) sulla Crimea
Gli utenti russi vedranno una mappa, tutti gli altri un’altra. Fallimenti del web
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28 NOV 19
Ultimo aggiornamento: 08:14 PM

Foto LaPresse
Due giorni fa Apple ha ceduto alle richieste del governo di Mosca e ha deciso di mostrare la Crimea come territorio russo per gli utenti che usano i suoi servizi di mappe e di meteo dalla Russia. La penisola di Crimea, territorio ucraino, è stata invasa dalla Russia nel 2014 usando truppe non regolari e poi annessa unilateralmente dopo un referendum non riconosciuto dalla comunità internazionale. Agli occhi del mondo, la Crimea è una regione dell’Ucraina occupata da una potenza straniera. Ma da oggi, chi consulterà le mappe di Apple dalla Russia vedrà la penisola come chiaro e legittimo territorio russo, mentre tutto il resto del mondo continuerà a vederla come Ucraina. Google non è meglio in questo. L’azienda ha ceduto alle richieste di Mosca già mesi fa, e anche su Google Maps la situazione è la stessa: i russi vedono la Crimea come russa, tutti gli altri no. Situazioni simili esistono con lo stato dell’Arunachal Pradesh, con i cittadini indiani che vedono una mappa e i cinesi un’altra, e presto potrebbe succedere per Taiwan. E’ una “filter bubble” cartografico-politica. Esattamente come gli utenti dei social network sono costretti dall’algoritmo a vedere certi contenuti, così in varie parti del mondo le mappe sono modificate e i confini alterati a uso e consumo del nazionalismo di turno. Non c’è niente di nuovo, la storia è fatta di mappe ridisegnate, ma non è così che sarebbe dovuta andare con internet, i cui inventori avevano immaginato un futuro utopico di connessioni planetarie e comunione globale, un luogo sovranazionale dove le piccolezze dei nazionalismi non avrebbero contato. Al contatto con la realtà, l’utopia di internet si è sciolta ancora una volta, assieme alla retorica di superiorità delle compagnie americane della Silicon Valley.