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Metà dell'Olanda è strappata all'acqua. Più genio e meno Greta

Meno burocrazia all’italiana e più innovazione. Grazie a dighe e a opere idrauliche i Paesi Bassi hanno vinto la loro guerra millenaria 

14 Novembre 2019 alle 06:10

Metà dell'Olanda è strappata all'acqua. Più genio e meno Greta

Vista sulla diga di Afsluitdijk (foto Wikimedia Commons)

Roma. La leggenda racconta del ragazzino olandese che un pomeriggio, passeggiando lungo una diga, si accorse che da un buco usciva dell’acqua. Lo tappò col dito, aspettando che qualcuno accorresse al suo richiamo. La mattina dopo il ragazzo fu trovato morto, ma il dito impediva ancora all’acqua di inondare il paese. Adesso che c’è un’altra ragazzina leggendaria, Greta Thunberg, che si parla di innalzamento dei livelli del mare, che le immagini di Venezia sommersa fanno il giro del mondo e...

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Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    15 Novembre 2019 - 10:54

    Ma come ,le eccellenze ingegneristiche italiane costruiscono meraviglie in tutte le parti del mondo e in Italia pare che stiano con i pantaloni a mezza asta. Gli è come ho già suggerito io, il busillis venezia non deve essere risolto per conservare alla città il fascino secolare per il quale milioni e ora pare manco benvoluti di turisti arrivano da tutte le parti .Ho vissuto a Venezia qualche anno e talvolta ho attraversato piazza s.Marco allagata e mi sono sempre chiesto perchè attorno al duomo non si costruiva un bel muro . A già dimenticavo il pol.corr. predica che non si costruiscono muri sono divisivi ,meglio stare con i piedi a mollo.

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  • Giovanni Attinà

    14 Novembre 2019 - 12:00

    Quando a scuola si studiava tanta geografia, nelle pagine dedicate all'Olanda veniva sottolineata l'azione degli olandesi di recuperare terreno al mare. Un esempio da imitare si scriveva allora e di attualità adesso con la vicenda di Venezia. Ma su Venezia le responsabilità sono collettive: di sinistra, con tanti sindaci progressisti, di destra e di di centro. Del resto basta ricordare le pagine e pagine che il grande Monatanelli aveva scritto su"Il Corriere" sull'argomento. E' passato tanto tempo e, dopo il disastro , more solito, si cerca di fare le porte di ferro e intanto le grandi navi "ondeggiamo" le onde.

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  • eleonid

    14 Novembre 2019 - 08:15

    Ma non sarà che gli Olandesi sono di gran lunga più bravi di noi? Questo spiega perché anche nel contesto del parlamento europeo gli Olandesi si distinguono per essere sempre molto critici nei nostri riguardi. Allora hanno ragione!

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    • Giovanni

      14 Novembre 2019 - 13:18

      Più che altro gli olandesi sono bravi a non avere una burocrazia bizantina come quella che abbiamo in Italia e partiti politici che fanno di tutto per sabotare qualsiasi progetto a loro non garbi

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      • flaneurotic

        flaneurotic

        14 Novembre 2019 - 14:10

        Gli olandesi sono oggettivamente bravi (anche se strappare terra al mare è infinitamente più semplice che regolare lo scambio tra mare e laguna) e noi siamo dei cialtroni, ma è proprio sicuro che il problema principale sia la burocrazia? Mi può fare un esempio puntuale di come, nel caso del MOSE, progetto approvato praticamente d'imperio e lasciato gestire in totale autonomia dal consorzio dei costruttori, la burocrazia avrebbe causato gli errori di progettazione il raddoppio dei tempi di consegna, il triplicarsi dei tempi e un vasto sistema corruttivo? Da cittadino di Venezia, la cosa mi interessa molto. Se un'impresa edile le combina un disastro a casa facendole spendere una fortuna, la colpa è dello sportello edilizia del Comune?

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        • Dario

          Dario

          14 Novembre 2019 - 22:54

          Condivido. Nei molti commenti pro-olandesi che si leggono in giro non si tiene conto di quello che dice lei, che la gestione della laguna è molto complicata e i veneziani lo sanno da un millennio almeno. Non basta infatti tenere il mare lontano, bisogna farlo consentendo alla laguna di vivere, e questo è il difficile. Gli olandesi poi possono anche mettere i loro enormi sbarramenti a vista, ma a Venezia forse qualche problemino in più di impatto visivo c'è. Ha ragione anche sulla questione burocrazia: il Mose, come pure il passante di Mestre, sono andati de plano, con leggi apposite pensate proprio per saltare le pastoie burocratiche. Il che mi pare molto istruttivo, visti i risultati. Da nessuna parte leggo quella che è al momento forse la più grossa patata bollente legata al Mose, e cioè chi pagherà le mostruose spese di manutenzione previste. Si sa solo che dovrà essere un ente pubblico (il Consorzio doveva solo costruirlo, il Mose), ma quale? Comune, Regione, Stato?

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        • flaneurotic

          flaneurotic

          14 Novembre 2019 - 14:42

          Ovviamente era "il triplicarsi dei costi", che da due miliardi sfiorano adesso i sei...

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