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La terza vita di Jaron Lanier. Parla l’inventore della realtà virtuale

È un guru tech, è il più grande critico dei social media e ora ha qualche idea per aggiustare internet. Ora dice che bisogna ripensare la nostra vita online, rinunciando al tutto gratis e valorizzando l’unica merce che conta: i nostri dati

29 Settembre 2019 alle 06:00

La terza vita di Jaron Lanier. Parla l’inventore della realtà virtuale

Jaron Lanier (Doug Menuez / Stockland Martel)

Jaron Lanier ha vissuto tre vite. Nella prima ha inventato la realtà virtuale, negli anni Ottanta. Non soltanto ha costruito il primo dispositivo per provare la realtà virtuale assieme ad altri scienziati pazzi come Thomas Zimmerman; ha letteralmente inventato la locuzione “realtà virtuale”, e poche persone al mondo possono vantare una tale qualità adamitica. Nella sua seconda vita, Lanier è diventato il più grande critico dei social network e di internet per come si sono sviluppati negli ultimi vent’anni –...

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Eugenio Cau

Eugenio Cau

E’ nato a Bologna, si è laureato in Storia, fa parte della redazione del Foglio a Milano. Ha vissuto un periodo in Messico, dove ha deciso di fare il giornalista. E’ un ottimista tecnologico. Per il Foglio cura Silicio, una newsletter settimanale a tema tech, e il Foglio Innovazione, un inserto mensile in cui si parla di tecnologia e progresso. Ha una passione per la Cina e vorrebbe imparare il mandarino.

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Commenti all'articolo

  • riflessivo

    29 Settembre 2019 - 17:05

    Articolo molto interessante e importante. Un vivo plauso a Eugenio Cau. Non tutti riescono a scrivere articoli così documentati e approfonditi sulla tematica della tecnologia digitale e i suoi risvolti sociali ed etici. Una critica così mirata e sostanziale fatta riportando le critiche dell'esperto Jaron Lanier, a cui va il mio più grande plauso per questa sua acuta e profonda riflessione filosofica sugli aspetti inquietanti legati alla tecnologia digitale. Una critica non sterile che stimola fortemente alla ricerca di soluzioni alternative e fattibili - come già annunciato da Jaron Lanier - senza distruggere i benefici arrecati dalle stesse tecnologie digitali.

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  • Silvius

    29 Settembre 2019 - 16:04

    Qualche anno fa ho chiuso il mio account Facebook e ho scoperto che vivo benissimo anche senza. È stato altrettanto liberatorio che smettere di fumare. Poi c’è chi fuma tutta la vita 3 o 4 sigarette al giorno, ma è una esigua minoranza di fumatori. La maggior parte muore di fumo.

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  • guido.valota

    29 Settembre 2019 - 10:10

    Articolo fondamentale, da conservare a futura memoria quando, troppo tardi, ci chiederemo come potevamo non essercene accorti. Complimenti a Cau per aver posto le domande giuste alla persona giusta. La nostra funzione di produttori di dati, la manipolazione come obiettivo, rabbia e paura come motore, il rapporto diretto tra social e populismo, l’informatica come l’alchimia, la necessità di alfabetizzazione tecnologica sono oggi gli argomenti urgenti veri. Con il ‘solo’ studio del passato, indispensabile fino a ieri, oggi ci si confina nel recinto delle vittime designate.

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